I nuovi direttori Rai sono stati resi noti. L’amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto ha comunicato ufficialmente che il nuovo direttore di Rai 1 è Andrea Fabiano (in precedenza vicedirettore); per quanto riguarda la seconda rete, invece, il nome prescelto è quello di Ilaria Dallatana, ossia della fondatrice della società di produzione Magnolia; infine, il nuovo direttore di Rai 3, anzi la nuova direttrice, è la giornalista e conduttrice televisiva Daria Bignardi. Le altre nomine per i nuovi direttori Rai riguardano Rai 4 (nuovo direttore Angelo Teodoli, che arriva da Rai 2), RaiSport (Gabriele Romagnoli), Rai Pubblicità (Antonio Marano).

La squadra di nuovi direttori Rai è dunque stata messa in campo, a sette mesi di distanza dall’arrivo dell’amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto. La nomina ufficiale avverrà soltanto nella giornata di domani per, quando si riunirà il Consiglio di Amministrazione dell’azienda di viale Mazzini. Si tratta di nomine ormai piuttosto scontate perché il CdA, nel corso della giornata di domani, per poter bocciare uno dei nomi scelti per il ruolo di direttore dovrebbe votare congiuntamente con almeno sette dei nove consiglieri presenti.

L’amministratore delegato ha dichiarato che i nomi scelti per i nuovi direttori Rai sono stati selezionati in base alla competenza, all’esperienza e al merito. Ma anche in base all’autonomia dai partiti e alla volontà di rinnovare completamente, nel segno della valorizzazione delle risorse interne già presenti in Rai.

Non tutti sembrano pensarla così, per. L’Usigrai, l’Unione sindacale dei giornalisti Rai, avrebbe definito la scelta dei nomi uno schiaffo contro tutti coloro che lavorano in Rai. Così si legge nel comunicato: “Una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti della Rai. Se fossero veri i nomi che domani saranno proposti dal Dg al Consiglio di Amministrazione, saremmo di fronte a un fatto grave. Salvo l’eccezione di Rai1, l’ennesima infornata di esterni. Evidentemente il Dg ritiene che tra gli 11mila dipendenti non ci sono professionisti in grado di assumere ruoli di rilievo. Si dà corpo così al pregiudizio che l’Usigrai ha denunciato da subito, nei confronti di tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per il Servizio Pubblico, assicurando il primato alla Rai in termini di ascolto e credibilità“.