Ieri sera è andata in onda la seconda e ultima puntata  della fiction sulla trasmissione Non è mai troppo tardi e sul Maestro Manzi, la fiction vuole essere uno dei momenti per ricordare i 60 anni della televisione.

1960: Alberto Manzi non è riuscito a restare in Università. Per lui la ricerca in pedagogia si può fare solo mentre si insegna. Ormai da qual- che anno lavora in una normale scuola elementare. E si scontra ogni giorno con una scuola arretrata e poco motivata, preoccupata più di giudicare e di compilare registri che di insegnare a pensare. Come già aveva fatto al Gabelli, non disdegna la disubbidienza intelligente. Fa le- zione in terrazza, si rifiuta di adottare libri di testo e, soprattutto, di dare i voti. Per tutti i suoi bambini c’è lo stesso giudizio: “fa quel che può, quel che non può non fa”. La direttrice, esasperata, avvisa il provveditorato e per liberarsi di Manzi una volta per tutte, lo invita a partecipare a un provino per la Rai. La televisione sta cercando un maestro per una tra- smissione che aiuti a sconfiggere l’analfabetismo. Manzi, dopo qualche perplessità, accetta. Nasce “Non è mai troppo tardi” una trasmissione ri- voluzionaria che farà uscire dall’analfabetismo un milione e mezzo di ita- liani. E mentre diventa il maestro di un’intera nazione, insegnando a scri- vere ad anziani e bambini, Manzi si prepara ad affrontare il consiglio disciplinare che potrebbe allontanarlo dall’insegnamento per sempre.

Rai Premium celebra i 60 anni di sceneggiati e fiction della Rai con Rai 54/14: dal 24 febbraio ogni lunedì alle 16.00 (e a ripetizione nel palinsesto settimanale) una pillola da 5 minuti dedicata ad un anno di produzione della Rai.