Uscirà nelle sale giovedì 14 maggio Nomi e Cognomi, un film scritto da Camilla Cuparo e diretto da Sebastiano Rizzo con Enrico Lo Verso, Maria Grazia Cucinotta e Marco Rossetti.

Il film, distribuito in Italia da Draka di Corrado Azzollini, racconta la storia di un uomo (Domenico Riva, interpretato da un superbo Enrico Lo Verso) che da Milano rientra, con la sua famiglia (Maria Grazia Cucinotta è la moglie e madre dei suoi due figli) nella sua terra d’origine: un piccolo paese del Sud. Il protagonista è un giornalista che lavora nel rispetto di un’etica professionale incrollabile, con un profondo desiderio di verità che diventa quasi un’esigenza di vita: “Un giornalista racconta la verità, racconta i fatti. E i fatti hanno dei nomi… e cognomi”. La verità non ha a che fare con l’essere eroi, ma con il seguire i principi e il metodo cui la propria professionalità fa capo; una scelta che è quasi una necessità e che porterà il protagonista, sempre coerente e fedele a se stesso, a perdere anche i suoi affetti familiari.

Nel film Maria Grazia Cucinotta interpreta “una donna che - come lei stessa afferma - non capisce il marito e che è costretta a far fare a lui che ama una scelta. Il mio personaggio va via nel tentativo di costringere Mimmo ad una scelta. Lui sa che morirà, ma  sceglie la verità e lei come madre non può permettere che questo metta in pericolo le sue figlie. Va bene la verità, ma non bisogna morire per la verità“.

Non si è dovuta poi tanto preparare Maria Grazia per studiare quanto viene raccontato nel film: “Chi come me viene dal sud conosce bene questa realtà. In questo film i cattivi restano cattivi e i buoni sono sempre buoni, solo che pagano la loro bontà con la vita. Spero che un domani i buoni possano rimanere buoni facendo trionfare la giustizia”.

La Cucinotta, i cui prossimi progetti futuri la porteranno a produrre 3 film cinesi, spiega che il motivo che l’ha portata ad accettare questa avventura è tutto racchiuso nella profonda amicizia che la lega a Enrico Lo Verso: “Il film contiene un messaggio importante, ma confesso di aver accettato anche perchè c’era Enrico, che ho ritrovato dopo tanti anni. Interpretare sua moglie all’inizio mi sembrava un po’ un incesto“. A proposito dei film indipendenti continua “quando sei indipendente, anche la distribuzione è una mafia. È difficile essere indipendenti in un mondo dove il favoritismo ha preso il posto della meritocrazia. I soldi non servono, servono le belle storie”.