I Nomadi sono pronti a tornare sulle scene musicali con una carica da far invidia a molte band esordienti. Nonostante siano in circolazione da ormai oltre 50 anni e siano arrivati a quota 30 album, il loro nuovo lavoro si preannuncia parecchio fresco ed energico.

I Nomadi pubblicano il loro nuovo album “Lascia il segno” il prossimo 19 maggio, il loro primo lavoro autoprodotto lontano dalle grandi case discografiche. Riguardo al nuovo disco, anticipato dal singolo “Non c’è tempo da perdere”, il tastierista e leader del gruppo Beppe Carletti ha dichiarato che si contraddistingue: “Nell’energia e nel suo essere diverso. Ma anche nei testi, che sono molto nostri e guardano alla realtà che ci circonda. Sono tutte canzoni che vogliono trasmettere positività, il filo conduttore è la speranza.”

Beppe Carletti accosta poi i Nomadi ai Rolling Stones, almeno per quanto riguarda un aspetto: la longevità. A proposito del gruppo guidato da Mick Jagger, Carletti dice ironicamente: “Se una buona volta quei maledetti Rolling Stones si decidessero a sciogliersi, la band più longeva del mondo diventeremmo noi Nomadi.”

Beppe Carletti, che fondò i Nomadi nel 1963 insieme all’amico e cantante storico del gruppo, lo scomparso Augusto Daolio, scherza anche sulla giovane età di due membri della nuova formazione, nati quando la band era già in attività. Riguardo a ciò dice: “Io lo trovo fantastico. Potrebbero essere miei figli, anzi i miei figli sono più vecchi. Ma mi diverto a dirgli che il più giovane sono io: la carica di chi era ragazzo negli anni Sessanta non l’ha più nessuno”.

A proposito del fatto che “Lascia il segno” sia il primo lavoro autoprodotto dai Nomadi, Carletti dichiara invece: “Non è tanto una questione di libertà, né Emi né Warner ci hanno mai imposto alcunché. È che i tempi erano giusti per farlo. Abbiamo curato ogni dettaglio, anche il missaggio e la ritmica, qui siamo davvero noi. Con la stessa grinta e la voglia di dire come stanno le cose di sempre”.