Nelle sale cinematografiche è da ieri presente Noi e la Giulia, film che è rappresenta anche il terzo exploit da regista di Edoardo Leo, volto simbolo della nuova commedia italiana.

Seguendo una tendenza molto in voga negli ultimi, e sulla scia del libro Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei, il film mette in scena quello che è diventato uno dei sogni – piano di fuga degli italiani in tempi di crisi economica: l’abbandono della città e il ritorno in campagna in cerca di un’esistenza migliore.

Leo ha dichiarato di aver voluto raccontare una storia che avesse un tema sociale importante, che incrocia quello della criminalità organizzata, presente in qualsiasi aspetto della società.

Il tutto attraverso la lente della commedia  per “riuscire a divertire, senza togliere gravità a quella che è forse la maggior piaga sociale di questo tempo”, allo scopo di arrivare a dipingere una divertente “storia dei nostri giorni, una storia di resistenza civile”, nonché osservare quello che è un altro punto importante nel sistema socio-politico italiano, ovvero “il passaggio generazionale dei quaranta-cinquantenni nel nostro Paese”.

I quattro protagonisti di Noi e la Giulia (più una giovane ragazza incinta) non sono più infatti dei ragazzini, ma sono “quattro falliti” che cercano riscatto in un’impresa straordinaria, quella di restaurare e trasformare una vecchia masseria in un moderno agriturismo.

Diego (Luca Argentero) è infatti un venditori di automobili ormai assuefatto al suo lavoro, Fausto (Edoardo Leo) un venditore televisivo che sta cercando di sfuggire ai creditori, mentre Claudio (Stefano Fresi) è riuscito a far fallire una gastronomia storica.

Insieme a Sergio (Claudio Amendola), sindacalista duro e puro ormai in là con l’età e a Elisa (Anna Foglietta), giovane fuori di testa in attesa di un bambino, dovranno vedersela con il boss della zona, Vito (Carlo Buccirosso), arrivato a bordo della sua Giulia 1300 a chiedere il pizzo.

L’aggressiva risposta di Sergio, che tramortisce e rapisce Vito, farà precipitare gli eventi e cambierà le esistenze del gruppo.

Leo ribadisce che Noi e la Giulia è un film sulla necessità di avere un piano di riserva per la propria vita, quando il mondo che ci circonda sembra averci dato le carte sbagliate. Ma questo piano si adatta all’età dei protagonisti: “Siamo la generazione del Piano B. Lavorare in questo paese fa così schifo che quando allo schifo per il lavoro si aggiunge quello per la città cominci ad elaborare il tuo piano B. A 20 anni era il chiringuito sulla spiaggia. A 40, quasi sempre, si tratta di un agriturismo”.