Niccolò Bossini, classe 1978, è ormai un nome affermato nel panorama musicale italiano. Ha calcato dal 1997 ad oggi i più importanti palchi di mezzo mondo come chitarrista per Raw Power, The Teachers e dal 2005 Luciano Ligabue (con cui collabora anche in studio). Nel Giugno 2012 è uscito “QBNB”, il suo primo disco da cantautore, prodotto da Alessio Camagni (Ministri). #SECONDOLAVORO, il nuovo EP di Niccolò è uscito il 29 ottobre 2013. Dopo l’ultimo singolo “Alcatraz” si è esibito e continuerà ad esibirsi in “ACASATOUR”, un concerto elettrico vero e proprio, direttamente a casa dei suoi fan. Eccovi l’intervista di Niccolò Bossini che si svela ai lettori di Leonardo.it.

Parlaci del tuo ultimo album “#SECONDOLAVORO”. Il nome del disco deriva dal fatto che per te è un secondo lavoro rispetto al tuo impegno nella band di Ligabue oppure no? E come mai hai scelto un titolo con l’hashtag?

“#SECONDOLAVORO è un gioco di parole. Questo EP viene dopo “QBNB” del 2012, il mio primo album da cantautore. Il significato viene dal fatto che questo è il mio secondo disco da solista e anche dal fatto che, al momento, fare dischi miei è effettivamente un secondo lavoro. La volontà è quella di far sì che diventi poi il primo lavoro perché dentro c’è tutta la mia determinazione, lo sento mio al 100%. L’hashtag è un modo per stare al passo coi tempi. E’ un’idea affine alle tendenze del momento.”

“Acasatour”, da dove nasce l’idea e come si sviluppa? E’ un concerto gratuito? e come sono stati scelti i ragazzi che avranno e hanno avuto la fortuna di ospitarti nelle loro case?

“In Italia sono pochi gli spazi per fare musica live, volevamo quindi legare quest’esigenza a dei contenuti originali per fare promozione. E’ stata una mia idea e ho preso spunto dai Foo Fighters che in America avevano fatto la stessa cosa nei garage dei loro fan. I ragazzi sono stati scelti tramite una selezione su Facebook in base alla fattibilità del concerto, essendo un concerto elettrico, in termini di disponibilità, permessi, spazio e anche in base al loro grado di entusiasmo  e al cuore che ciascuno di loro ha dimostrato in questo progetto. Il concerto è gratis (grazie ad uno sponsor che ha accettato entusiasta di collaborare al progetto) perché vuole essere una possibilità concreta per i miei fan di realizzare un loro sogno e allo stesso tempo per me di ricevere tutto il loro affetto e calore.”

Nel tuo settore, nel campo della musica sono utili i social network? Che rapporto hai tu con essi?

“E’ difficile al giorno d’oggi avere delle fanbase nutrite, è sempre più complicato vendere dischi. Gli artisti che vendono di più sono spesso quelli che escono dai talent show o quelli che hanno comunque molta esposizione a livello televisivo/radiofonico. Io mi tengo a galla grazie ai social network, sono davvero utili per veicolare la mia musica ma per il mio target credo che i mezzi convenzionali rimangano ancora oggi i più efficaci. Internet è il presente ma non credo ai boom sul web, o meglio, i fenomeni musicali tipo l’hip hop che nascono in rete o che raggiungono il successo ad esempio tramite youtube grazie ai nativi digitali sono apprezzati da ragazzi molto giovani. Per i più grandicelli, che sono poi quelli che sono interessati alla musica che faccio io sono più facilmente raggiungibili tramite canali come la radio e un certo tipo di tv.”

Cos’è per te la musica? E che cosa avresti voluto fare “da grande”?

“ Da bambino cambiavo spesso idea al riguardo. Mio nonno, per il quale avevo molta stima, faceva il contadino e per un periodo pensavo che avrei voluto fare quel mestiere. Poi ho scoperto che giocare a pallone forse era meglio e poi mi è iniziato a piacere suonare la chitarra. Ho cominciato all’età di 12 anni e non ho mai suonato per passare il tempo, ci ho messo da subito molto impegno e alla fine è stata la passione che è durata di più. Per me la musica è un mix, è il godimento che provi nel fare quella cosa insieme al desiderio di realizzazione. E’ importante che ci sia soddisfazione, gratificazione; che il successo, a cui si può arrivare, vada di pari passo con la passione che ci si mette. Se ci sono queste due componenti il circolo è virtuoso, se una delle due viene a mancare il circolo diventa vizioso, ed è meglio uscirne.”