Arriva al cinema il 15 giugno Nerve, fantasocial rivolto al popolo del web, ma soprattutto ai teenager. Vee è una ragazza di Staten Island, isola newyorkese a sud di Manhattan. La vita non è facile per un’adolescente carina ma un po’ timida perché non riesce a salutare il capitano della squadra di football per il quale ha una cotta. Pur nonostante il talento nelle foto scattate ad ogni partita come fotografa ufficiale. Gira tra i ragazzi un nuovo gioco a metà strada tra YouTube e un social. Di Nerve si può essere spettatori paganti se si guarda online o giocatori, accettando le sfide per vincere denaro subito girato in conto corrente. La sua migliore amica è già dentro, così convince anche Vee a questa sfida alle proprie paure. Sì, sfida, perché allacciandosi ai social, Nerve mette insieme le peggiori paure del giocatore proponendogliele di volta in volta per sfide sempre più al limite. Nel percorso di prove la ragazza incrocerà il suo destino con quello di un altro giocatore, Ian. Peccato che la coppia, ripresa in diretta dagli utenti del web, abbia una tale esplosione di follower che i due saranno costretti ad affrontare molte prove insieme, fino a piacersi. Fino ad essere costretti a scontrarsi. Chi vincerà?

In una New York notturna si snodano corse in moto alla cieca, furti di abiti griffati, passeggiate su gru, non prima di scale sospese tra due finestre. Il tutto mangiato con gli occhi giovani di un grande fratello voyeurista fatto di ragazzi affamati d’immagini e adrenalina. Se il Grande Fratello di Orwell era una presenza dittatoriale, Nerve è social, parte dal basso ed è orizzontale, non controllabile, come una folla prima accogliente, poi impazzita. Può regalare notorietà e denaro ma allo stesso modo solitudine, veleni e tradimenti. Distrugge una vita reale per crearne una attraverso lo schermo. Che non è oro, ma luccica molto di più.

Edito nel 2012 dalla penna di Jeanne Ryan, Nerve è il bestseller young adult dal quale nasce il film. Se una volta c’erano i romanzi di formazione, oggi impazzano quelli di deformazione. La morale più o meno comune al genere dovrebbe essere nel “chi resta non deviato alla fine della lettura avrà imparato la lezione”, o qualcosa del genere. Prove. La vita è fatta di prove, a partire da quella di un adolescente. E Nerve, sia su carta che al cinema, sintetizza la nostra epoca social e perennemente online come perfetta metafora di un oggi chino a rimirarsi. A rimestare tra brama di follower e ribellione alla società e ai genitori sono due protagonisti dai cognomi illustri: Emma Roberts, figlia dell’attore Eric e nipote della iconica Julia, e Dave Franco, fratello del poliedrico James. Eroina e Cenerentola metropolitana lei, sofferto James Dean da smartphone in sella a una Triumph lui, formano la coppia young dell’estate cinematografica. Almeno di giugno. Gli adolescenti adoreranno questo film. Il romanzo, venduto in tutto il mondo, è stato tradotto in venti lingue e il film lo tirerà di nuovo su. Con una morale positiva e un viaggio dell’eroe velocissimo e pieno di colpi di scena, Nerve è reso ancor più vivace dalla selezione brani per la colonna sonora e un’estetica by night al neon ammiccante come lo spot di un profumo.

Dedica però uno sguardo anche al mondo delle preoccupazioni genitoriali schiacciate da tempi di lavoro stressanti, ma in lotta perenne per tenere i figli fuori dai guai. Nella parte della madre di Vee abbiamo un’accorata Juliette Lewis. A volte è vagamente inquietante come certi libri o film precorrano i tempi. Chissà se anche quei disperati degli inventori del Blue Whale si sono ispirati alle pagine della Ryan.