Con una mossa a sorpresa che non ha mancato di stupire tutti Aurelio De Laurentiis, presidente di Filmauro, ha annunciato che il prossimo cinepanettone da lui prodotto si intitolerà Natale a Gomorra.

Una mossa le cui sorti artistiche sono ovviamente al momento ignote, dato che non potremo vedere la pellicola prima di dicembre, ma che ha senz’altro ben espletato la sua funzione promozionale, dato che la stampa ha riservato molto spazio a un film di cui per ora si sa ben poco.

Sottotitolato Pallottole e champagne, il film è stato affidato alla regia di Volfango De Biasi, autore del’adolescenziale Come tu mi vuoi e del meno fortunato Iago, che poi è passato al genere del cinepanettone con Un Natale stupefacente.

Proprio sul set del film di De Laurentiis De Biasi ha incontrato Lillo & Greg, stimata coppia comica teatral-cinematografica che da qualche anno sta sostituendo su grande schermo gli storici Massimo Boldi e Christian De Sica.

Similmente anche i film comici di massa pensati per il periodo natalizio stanno abbandonando il filone più greve e scatologico frequentato fino a poco tempo fa, un po’ per paura di nuovi fenomeni come Checco Zalone e I soliti idioti, un po’ per intraprendere la strada della commedia magari non proprio sofisticata ma di sicuro meno volgare.

Si parlava di mossa pubblicitaria, e in questo caso la strategia sembra almeno duplice. Da una parte Natale a Gomorra sfrutta il richiamo di un “brand” nato a partire dal romanzo-inchiesta di Roberto Saviano, che ha poi generato due trasposizioni, una cinematografica e l’altra televisiva, come il film di Matteo Garrone e la serie affidata allo showrunner Stefano Sollima (per non parlare poi dello spettacolo teatrale di Mario Gelardi).

Dall’altra si cavalca l’inevitabile e un po’ sterile polemica secondo la quale un prodotto culturale “basso” come un cinepanettone non possa interessarsi al lato criminale di Napoli e dintorni. Peccato però che la stessa serie, per quanto a volte spietata e duramente realistica, non lesinasse in caratterizzazioni alquanto calcate e molto vicine alle serie americane di pura finzione.

Ma l’ultima parola forse andrebbe concessa allo stesso Saviano, il quale, attore in un divertente sketch dei The Jackal (facente parte della serie Gli effetti di Gomorra – La serie sulla gente), a un cameriere perseguitato da un fan ossessionato dal telefilm così rispondeva riguardo alla possibilità di scherzare sulla camorra: “Secondo me facendo così la smonti. Fanno bene. Fanno bene a riderne”.