Regista, cineasta a 360 gradi; uomo di cultura, di politica, antiberlusconiano. Ci sarebbero mille aggettivi per descrivere Nanni Moretti, una delle personalità più importanti del nostro cinema, che proprio oggi compie 60 anni. Attore, sceneggiatore e produttore, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes e del David di Donatello per ‘La stanza del figlio’.

Una carriera iniziata ormai oltre 30 anni fa e costellata da successi di pubblico e critica. Nato a Brunico, in provincia di Bolzano, il 19 agosto 1953, è figlio di due professori che, al tempo, si trovavano in vacanza proprio in Trentino-Alto Adige; suo padre, Luigi Moretti (1922 – 1991), era un docente epigrafia greca; sua madre, Agata Apicella (1921 – 2010), di lettere al ginnasio nativa di Reggio Calabria. E’ cresciuto a Roma tra la pallanuoto e il cinema, le sue due più grandi passioni.

Dalla madre userà il cognome per affibiarlo ad uno dei suoi personaggi più importanti, quel Michele Apicella protagonista in cinque delle sue prime sei pellicole: ‘Io sono un autarchico’ (1976), ‘Ecce Bombo’ (1978), ‘Sogni d’oro’ (1981), ‘Bianca’ (1983) e ‘Palombella rossa’ (1989). La sua carriera cinematografica è iniziata ufficialmente però già negli anni ’70 con il cortometraggio ‘La sconfitta’.

Gli anni ’90 sono quelli del maggior impegno politico: da ‘La Cosa’ a ‘Caro diario’, poi ‘Aprile’ e, nel 2006, ‘Il Caimano’, il film ispirato a Silvio Berlusconi e uscito pochi mesi prima delle elezioni politiche del 2006 che saranno vinte dal centrosinistra. E cosa dire della sua premonizione nel film ‘Habemus Papam’, datato 2011, in cui Moretti parla della difficoltà di un sacerdote che decide di rinunciare alla carica di Papa: un anno e mezzo dopo, accadrà proprio questo con le dimissioni di Benedetto XVI.