È uscito da pochi giorni in America il film “Biancaneve e il cacciatore”, ennesimo remake della favola dei fratelli Grimm diretto da Ruperts Senders, con Kristen Stewart nel ruolo della candida Biancaneve e Charlize Theron belle vesti della perfida matrigna.

Il film ha riscosso un immediato successo, in cinque giorni di programmazione ha incassato quasi 55 milioni di dollari.

Ma non tutti sono contenti di questi successo. L’associazione Little People of America ha minacciato di intentare un’azione legale contro la Universal Pictures, la casa di produzione della pellicola, accusandola di aver discriminato le persone affette da nanismo.

Nella pellicola, infatti, il ruolo dei setti nani non  interpretato da veri nani, ma di attori di altezza normale che sono stati poi ridimensionati in fase di post produzione. A capitanare la protesta è Matt McCarthy, attore americano affetto da nanismo, che ha minacciato di organizzare una marcia di nani diretta verso gli studi della Universal. In una lunga lettera inviata a Adam Fogelson, presidente della casa di produzione, sostiene che utilizzare degli attori di altezza normale per interpretare il ruolo di nani è come

reclutare un bianco per la parte di un uomo nero afro-americano, per poi colorarne la pelle in post produzione.