L’Italia musicale, si sa, è molto legata alle sue tradizioni. Il Festival di Sanremo è da sempre fucina di grandi nomi per il futuro, ma se fallisci lì son dolori. Sarà, ma molti big della canzone hanno deciso da tempo di non passare più dalle passerelle della città ligure. Alcuni nomi: Vasco Rossi, Ligabue, Zucchero. Certo, gente che non ha bisogno del Festival per farsi notare (con rispetto per Sanremo, s’intende…) e che comunque poggia su una base di fan ben ampia. Ma c’è un problema che accomuna tutti coloro che ascoltano la musica italiana oggi: l’accontentarsi di quello che c’è, il non sperimentare nuove forme, nuovi suoni, andando a vedere cosa accade fuori dai nostri confini.

Ne abbiamo discusso assieme a Paolo Macagnino, uno dei giovani artisti emergenti del panorama musicale italiano, già concorrente di Amici. E’ venuto a trovarci in redazione a Leonardo.it e ci ha aperto la mente con i suoi lucidi discorsi attorno al mondo della musica: “Nel campo musicale odierno, purtroppo, ci accontentiamo – le sue parole – e questo secondo me è un male. Ci sono artisti innovativi, che potrebbero darci quel qualcosa in più che invece non riusciamo a valorizzare. Prendiamo ad esempio Lord, una che vende milioni di dischi ma che in Italia, al massimo, la invitano per due minuti. Siamo mentalmente chiusi, siamo fermi da 20 anni con le solite canzonette pop. Con tutto il rispetto per chi le pubblica e le diffonde, che ovviamente viene ricompensato dal mercato. E’ un meccanismo che deve essere aggiustato, ma il percorso è assai lungo”.

LEGGI ANCHE

Rolling Stones concerto Roma: il miracolo, la magia della collaborazione

Paolo Macagnino Amici: l’intervista esclusiva di Leonardo.it

Le foto più belle di Paolo Macagnino