È scomparso al’età di 66 anni Tom Petty, grande icona del rock americano tra gli anni ’70 e ’80.

All’indomani dei tre concerti tenuti a Los Angeles l’artista è stato ritrovato in condizioni critiche nella propria abitazione di Malibu, a causa di un attacco cardiaco. Portato d’urgenza in ospedale, purtroppo non c’è stato nulla da fare, nonostante il tentativo di tenerlo in vita ricorrendo alle macchine.

Tra i primi a commentare la notizia l’amico storico Bob Dylan: “È una notizia devastante. Era un grande performer, pieno di luce, un amico, e non lo dimenticherò”.

Frontman degli Heartbreakers – nome che oggi sempre sinistramente ironico – Petty è stato uno dei più stimati cantautori storia della musica americana.

Aveva imparato a suonare la chitarra a 14 anni e per gran parte della sua carriera aveva mantenuto intatto il suo approccio da autodidatta. I suoi modelli erano Elvis Presley, Bob Dylan, i Byrds e tutto il rock sudista.

Durante l’inizio degli anni ’70 fondò gli Heartbeakers insieme a Benmont Tench, Mike Campbell, Stan Lynch e Ron Blair: da sempre attenti alle sonorità del momento, gli album della band univano una ricerca cantautoriale di stampo classico a elementi più contemporanei, dalla psichedelia alla new wave, ma in modo equilibrato e attento.

Tra i brani più noti del gruppo si possono citare American Girl, Free Fallin, Breakdown, Listen to Her Heart e Stop Draggin’ My Heart Around. Nel 2002 gli Heartbreakers erano entrati a far parte di diritto nella Rock and Roll Hall of Fame.

Solo lo scorso dicembre Petty aveva affermato in via non ufficiale che probabilmente quello a seguire sarebbe stato l’ultimo tour insieme al gruppo, vista l’età non più adolescenziale dei membri.