A Los Angeles si è spento a soli 63 anni il regista Richard Glatzer, che recentemente aveva diretto il film Still Alice. Al cineasta era da tempo stata diagnosticata la SLA – la sclerosi laterale amiotrofica – le cui complicazioni hanno condotto alla morte dell’artista.

Il marito Wash Westmoreland, anche co-regista di Still Alice e dei suoi film precedenti, ha annunciato il tragico evento su Twitter con un messaggio molto commovente: “Sono devastato. Richard era la mia anima gemella, il mio collaboratore, la mia vita. Un vero artista e un uomo brillante”.

Attivista per i diritti degli omosessuali e molto impegnato in campagne per la prevenzione dell’AIDS, Glatzer era nato nel Queen e avevo frequentato la University of Virginia, dove aveva stretto amicizia con il grande regista Frank Capra.

Gli inizi della carriera di Glatzer si devono ad alcuni show televisivi come The Osbournes e America’s Next Top Model, ma già nel 1993 sarebbe arrivato il suo primo film indipendente, Grief, una satira sul mondo della televisione.

Nel 1995 aveva incontrato il compagno di vita Westmoreland, con il quale nel 2001 aveva diretto The Fluffer, un film sull’industria del porno gay, Quinceanera, che avrebbe vinto il premio del pubblico e della giuria al Sundance Film Festival del 2006 e The Last of Robin Hood, un film sulla vita del celeberrimo attore Errol Flynn.

Nel 2011 era arrivata l’opportunità di adattare il romanzo di Lisa Genova da cui sarebbe nato il film di Stil Alice, grazie al quale Julianne Moore ha conquistato l’Oscar come migliore attrice protagonista.

Proprio in quel periodo Richard Glatzer aveva scoperto di soffrire di SLA, un fattore che secondo alcuni avrebbe reso la pellicola più onesta e reale, come racconta lo stesso Westmoreland nel pressobook del film: “Leggendo i primi capitoli del libro, trovavamo delle similarità che ci erano familiari in maniera inquietante: il crescente senso di terrore che accompagnò la diagnosi, la sensazione di avere le ali tarpate, nel momento in cui la vita aveva acquisito la sua totale pienezza.

Al momento di iniziare le riprese Glatzer aveva già molta difficoltà nel controllo dei propri movimenti e sul set doveva comunicare con la troupe e gli attori tramite un iPad: “Arrivò una settimana prima della pre-produzione con braccia e gambe che già non si muovevano quasi più. Non riusciva più a mangiare e a vestirsi da solo, riusciva giusto a muovere il dito. Ma nonostante tutto, venne sul set ogni giorno per dirigere il film, a dispetto di tutte le enormi difficoltà fisiche. Questa cosa ha avuto una grande influenza sul set, perché era proprio di questo che il film parlava.