Se n’è andato a 89 anni colui che era stato definito il Re del Blues. A strappare B.B. King alla vita è stato un infarto di lieve entità, per cui era stato ricoverato lo scorso mese, ma già a ottobre del 2014 una caduta dal palco aveva fatto preoccupare i suoi fan, che avevano visto annullare tutti i seguenti concerti del musicista.

Malato da oltre vent’anni di diabete, Riley B. King (questo il suo nome all’anagrafe) si è spento in un ospedale di Las Vegas. L’ultimo periodo della sua vita è stato funestato da un’intensa lotta legale tra i suoi figli e la manager, accusata di non badare alla sua salute e di sfruttare l’anziano chitarrista: il contenzioso era arrivato anche in tribunale, ma la questione si era risolta in un nulla di fatto data l’assenza di prove.

Nato a Itta Bena, Mississippi, il 16 settembre del 1925, B.B. King proveniva da una famiglia di contadini e lui stesso da ragazzo aveva cominciato a lavorare nei campi come raccoglitore di cotone. Ma la scoperta del suo talento arrivò velocemente, tra la sua ammirazione per le voci nere come quella di T-Bone Walker e la chitarra jazz di leggende come Charlie Christian e Django Reinhard e i primi passi come cantante gospel in chiesa.

Dopo le prime esperienze come disc jokey in una stazione radio B.B. King fece il suo debutto nel 1948 esibendosi con Sonny Boy Williamson. La sua ascesa, continuata nel anni ’50, lo avrebbe poi incoronato come uno dei più grandi chitarristi blues di tutti i tempi, in grado di influenzare artisti diversi come Eric Clapton, Steve Ray Vaughan, Sheryl Crow, John Mayer.

Il musicista era talmente legato alla sua chitarra, una Gibson ES – 355 custom, da chiamarla Lucille. Il nome deriva da un incidente curioso capitatogli negli anni ’50: durante un concerto l’edificio in cui si trovava prese fuoco, ma King dopo essere scappato si accorse di aver dimenticato la chitarra. Dopo essere tornato indietro a costo della vita pur di non abbandonare lo strumento si venne a scoprire che il rogo era nato dal litigio di due uomini per una donna di nome Lucille. Da quel giorno tutte le sue chitarre si sarebbero chiamate in quel modo per ricordargli di non fare mai nulla di così stupido.

Nel corso della sua carriera B.B. King ha ricevuto ben 30 nomination ai Grammy Awards e ne ha vinti 14, dimostrandosi sempre in grado di assorbire gli elementi della musica contemporanea, dividendo il palco con artisti quali gli U2, Zucchero, Elton John e Van Morrison. La rivista Rolling Stone, in una di quelle celebri classifiche dei chitarristi migliori di tutti i tempi, lo aveva innalzato fino al 6° posto.