Dal 16 marzo su MTV, canale 8 del digitale terrestre, prenderà il via la quarta stagione di Vite Parallele, il docu-reality dedicato ai talenti della ginnastica artistica che verrà trasmesso tutti i giorni. Leonardo.it ha intervistato, in esclusiva presso la sede dell’emittente televisiva, Elisabetta Preziosa, ormai in procinto di ritirarsi ufficialmente dalla vita agonistica per dedicarsi all’allenamento delle baby ginnaste, l’italo-americana Sophia Campana, Nicola Bartolini, Marco Sarrugerio e Andrea “Cingo” Cingolani.

E’ stato molto divertente fare quello che facciamo di solito ma mostrarlo a tutti – le parole di Sophia Campanaio personalmente vengo dal Colorado, ho iniziato sin da piccola a fare la ginnasta e oggi è una passione che mi porto dentro. Ecco, mi piacerebbe che il messaggio da trasmettere ai ragazzi sia proprio questo: i sogni, con impegno, possono realizzarsi”. Napoletana da parte di padre (“A casa mia si parlava il dialetto, qualche parolaccia e frasi fatte”), innamorata dell’Italia, tra una puntata di CSI e una di Spongebob,Sophia ha le idee chiare: “Spero di continuare per il resto della mia vita a fare le cose con il cuore. Le Olimpiadi? Certo, ce l’ho in mente, ma faccio un passo alla volta e vediamo dove ci porta la vita”.

Tra i ragazzi, parola a Nicola Bartolini: “Le persone vedranno tante cose divertenti, dai Mondiali in Cina, disputati nell’ottobre 2014, sino all’apertura del Campionato di Serie A del Febbraio 2015. Io e Andrea ci siamo divertiti tanto, ma abbiamo anche sudato tanto”. L’aneddoto curioso, però, c’è: “Al nostro arrivo in Cina ho sputato dal 18esimo piano dell’hotel e ho preso in pieno in testa un cinese”. Andrea Cingolani e Marco Sarrugerio, invece, hanno un pensiero comune: “E’ un reality dove si vedono tanti sacrifici. Sei impegnato sei ore al giorno più la scuola, se non hai passione fare un’attività come questa è inutile”.

Elisabetta Preziosa è la veterana del gruppo: “Quest’anno vedrete il passaggio, per me, da ginnasta ad allenatrice – le sue parole - è bello rimanere sempre nel mondo che è la tua vita, è da quando sei anni che faccio ginnastica. Fare l’allenatrice? E’ meno faticoso sicuramente, ma è comunque pieno di responsabilità”. Un’allenatrice giovane, un bel messaggio da lanciare anche ai giovani: “Noi trasmettiamo valori positivi, perché si fa vedere che i ragazzi lavorano duramente. Ecco, è il viatico principale per affacciarsi al mondo del lavoro, non è tutto rosa e fiori. Il futuro? Speriamo sempre da allenatrice, magari portando una ginnasta in nazionale tra qualche anno”.