C’erano una volta, cinquant’anni fa, un cane e un bambino molto speciali, protagonisti di una fortunata serie tv, Peabody’s Improbable History (L’improbabile storia di Peabody). Da giovedì 13 marzo sono tornati, e questa volta sul grande schermo, nell’ultimo film di animazione targato DreamWorks: Mr. Peabody e Sherman, una deliziosa commedia piena di avventura, fantascienza, dialoghi brillanti e buoni sentimenti. A noi di Leonardo.it è piaciuta moltissimo, ecco perché in cinque punti.

La strana coppia. Mr. Peabody è un beagle, ma non uno qualunque: è un gigante degli affari, un inventore, uno scienziato, un premio Nobel, un buongustaio, un campione olimpico, insomma un autentico genio che solo per caso è anche un cane. Sherman non è il padroncino di Peabody, ma suo figlio adottivo: un bambino vivace, allegro e estremamente curioso. Un duo irresistibile che ci ha conquistati.

Ritorno al futuro. I metodi educativi di Mr. Peabody sono davvero particolari: padre e figlio viaggiano insieme nel tempo a bordo del Tornindietro, un vero e proprio concentrato di tecnologia. All’interno di questa sfera rossa scintillante sospesa da terra, con touch-screen fluttuanti e un globo olografico che funge da GPS, Mr. Peabody e Sherman sbarcano nella Francia del 1789 dove incontreranno Maria Antonietta, nell’antico Egitto alla corte del Faraone Tut, nello studio di Leonardo da Vinci che aiuteranno a far sorridere Monna Lisa, dentro il cavallo di Troia o al fianco di Van Gogh, Einstein e Shakespeare. In Mr. Peabody e Sherman, la fantasia è al potere, insomma, ma con insolita intelligenza.

Solo un padre. Per quanto geniale, Mr. Peabody è alle prese con la prova più difficile che si possa immaginare: fare il genitore. “Mr. Peabody ha adottato Sherman e lo ha allevato nel migliore dei modi”, spiega il regista del film, Rob Minkoff (Il re leone, Stuart Little). “Come può accadere all’interno di una famiglia, sopraggiunge un momento di difficoltà, ed entrambi imparare dalle proprie esperienze per costruire un legame migliore”. Mr. Peabody e Sherman è soprattutto la storia di un papà e di un figlio che crescono insieme, come nella vita reale.

Il diavolo veste in rosa. Fasciata in un tailleur rosa, la villain di turno è Miss Grunion. La donna, una piccola burocrate fanatica delle regole, lavora per l’Ufficio per la Sicurezza e la Protezione dei Bambini. Non sopporta l’idea che un cane abbia adottato un bambino e tenta di togliere Sherman a Mr. Peabody. Impossibile non detestarla e apprezzare il messaggio di tolleranza alla base del film.

Beautiful boy! Lo ammettiamo: ci ha un po’ commosso il preludio sulle note della ballata di John Lennon Beautiful Boy, in cui Peabody ricorda quando ha adottato il piccolo Sherman. Dolcissimo.

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