Presentato fuori concorso al Festival di Berlino, Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto arriva finalmente anche nelle sale italiane il 12 novembre.

Il film sfrutta l’enorme popolarità del personaggio di Conan Doyle, che ultimamente sta vivendo una sorta di seconda giovinezza con serial affermati quale quello di cui è protagonista Benedict Cumberbatch e le due pellicole con Robert Downey Jr. firmate da Guy Ritchie.

Tuttavia l’opera del regista Bill Condon (Twilight – Breaking Dawn parti 1 e 2) ci propone uno Sherlock Holmes alla fine della sua carriera, quando ormai è in pensione e si è ritirato in una fattoria nel Sussex ad allevare api, proprio come immaginato dal suo creatore letterario.

Protagonista di Mr. Holmes è il veterano attore britannico Ian McKellen, che già ha lavorato con Condon in Demoni e dei, un altro film in cui venivano ripercorsi gli ultimi giorni di un personaggio famoso, in quel caso James Whale, regista noto per i suoi classici film dedicati al mostro di Frankestein.

In Mr. Holmes troviamo l’investigatore di Baker Street alle prese con il caso più difficile della sua lunga carriera. Incidentalmente non si tratta affatto dell’unico mistero che ha lasciato irrisolto, che pure lo perseguita, ma della propria vecchiaia, costellata dalla solitudine e dalla consapevolezza di star perdendo la memoria.

È lo stesso regista a parlare di questo aspetto, che lo ha interessato tanto da fargli accettare il progetto basato sulla sceneggiatura di Jeffrey Hatcher, che a sua volta ha adattato il romanzo A Slight Trick of the Mind di Mitch Cullin: “Il nodo centrale del film è l’invecchiamento e il mistero di Sherlock Holmes stesso. È una premessa molto intrigante: chi è Sherlock Holmes se non possiede più le sue sorprendenti e acute facoltà deduttive? E chi è ciascuno di noi senza le qualità che ci contraddistinguono e definiscono mentre viviamo l’ultima fase della nostra vita?

L’uomo più intelligente al mondo può confidarsi solo con il figlio della propria governante, un ragazzino curioso e sveglio con cui stringe amicizia: “Holmes era sempre circondato da personaggi di supporto Ora che non ci sono più, che sono tutti morti, e Holmes è l’unico sopravvissuto, deve necessariamente creare nuove relazioni. Era stata una fortuna per lui aver avuto Watson e gli altri perché per un uomo con capacità emotive così limitate, il solo pensiero di costruire nuove relazioni è una cosa spaventosa.