Quasi cento anni di storia, per la precisione 95, nei quali l’Italia ha prodotto automobili, diventando un simbolo di eleganza e velocità. Bugatti, Ferrari, Lamborghini, Fiat e tutti gli altri marchi che hanno fatto e continuano a far sognare gli italiani e gli automobilisti di tutto il mondo vengono raccontati dalla regia di Marco Spagnoli. Il documentario esplora il costume italiano indagando sulle nuove tradizioni e aspettative di vita sociale emerse dall’avvento del boom economico fino ai giorni nostri, passando però per i periodi pionieristici dei primi del secolo. La ricerca documentale ha coinvolto i materiali d’archivio Luce-Cinecittà e quelli di QuattroRuote e ItalDesign. Scorrono filmati d’epoca che ripercorrono i mutamenti sociali del paese in relazione alla diffusione del possesso dell’automobile, fino ai più moderni e moduli futuristici per spostarsi grazie a progetti e prototipi ItalDesign.

La ricerca antropologica fruga anche tra volti noti alla guida. Così le presenze di attori e registi che svelano ricordi ed emozioni personali e di set legate ai motori vedono tra gli altri Edoardo Leo, Matteo Rovere, Alessandro D’Alatri, Daniele Vicari, Matilda De Angelis, Alessandro Roja. Partecipa dall’America, con moltissimo entusisamo dul design italiano, anche la triade di creatori di Cars 3, il patron della Disney Pixar John Lasseter più producer e regista del prossimo film Disney, Kevin Reher e Brian Fee. Motori Ruggenti nasce come una costola documentaristica di Cars 3 con la funzione di apripista. Tant’è che il doc avrà un’uscita evento di due giorni, 25 e 26 luglio, una perfetta introduzione per gli adulti che accompagneranno i loro bambini per l’altro film.

Il legame a doppio filo con Cars 3 sta anche nelle presenze dei doppiatori del film d’animazione Sabrina Ferilli e Ivan Capelli. E per rendere il doc più condito che mai sono in squadra anche lo storico di automobili Filippo Perini e gli ex-piloti che hanno presentato il film a Roma giorni fa: Giancarlo Fisichella e Prisca Taruffi, che ha parlato del Bisiluro, veicolo sperimentale costruito e pilotato da suo padre. Lo stile di Spagnoli è pulito e lontano dall’essere statico, pur essendo prettamente televisivo nella forma e nei contenuti. Per un minutaggio di un’ora e poco più e una linearità molto pulita e divulgativa non è esattamente allineato con gli standard cinematografici. Chissà se dopo la due giorni in sala Motori Ruggenti avrà una vita da doc Sky o se verrà utilizzato come contenuto extra del cofanetto Blu-Ray di Cars 3. Sta di fatto che le sue due funzioni fondamentali, senza eccessivi entusiasmi, le svolge bene entrambe: intrattenere e informare. A patto che si accetti di buon grado il tradimento del purismo motoristico per il matrimonio tra realtà delle tradizioni su strada e il cinema d’animazione. Qui amalgamati con astuzia in una palese brandizzazione Disney e mondo Cars che entra progressivamente nel film.