Alla 72a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia le storie vere continuano a farla da padrone. Ieri, apertura con “Everest”, oggi spazio a “Spotlight” che racconta l’indagine condotta all’inizio degli anni 2000 da alcuni giornalisti del quotidiano The Boston Globe riguardante dei casi di pedofilia che vide coinvolti circa 87 preti della città. Crimini che vennero insabbiati in tutti i modi dalle autorità ecclesiastiche, in primis dal Cardinale Bernard Francis Law, ma che vennero alla luce grazie alla tenacia del team Spotlight.

“Quello che raccontiamo è un doppio tradimento, fisico e religioso, perché le persone si sono sentite completamente abbandonate: per loro la Chiesa era un caposaldo, un punto di riferimento e, all’improvviso, si sono ritrovate sole” – dice il regista Tom McCarthy – “Si tratta di un crimine diabolico contro degli innocenti. Purtroppo molte delle vittime non ce l’hanno fatta e sono entrate nel tunnel della droga o dell’alcol. È per questo che credo sia importante consigliare la visione del film alla comunità, affinché ci si renda conto di quello che è successo”.

Quando gli si chiede se si aspetta delle reazioni dagli ambienti religiosi, Tom risponde: “Sinceramente non me ne aspetto, ma ammetto che mi piacerebbe che i Cardinali, i Vescovi, ma soprattutto il Papa lo vedessero. Credo che Papa Francesco sia un personaggio straordinario, ma purtroppo sono pessimista per quanto riguarda i possibili cambiamenti dell’ambiente e lo dico da cattolico. Una cosa sono le parole e altra i fatti, ma staremo a vedere”.

Gli fa eco Mark Ruffalo, uno dei protagonisti: “Anch’io sono cresciuto come cattolico e spero davvero che il Papa riesca, prima o poi, a curare le ferite subite dalla stessa Chiesa. Abbiamo visto, infatti, cosa è successo nelle varie parti del mondo dove sono emersi questi scandali”.

“Anch’io credo che Papa Francesco sia un grandissimo personaggio e sia in grado di fermare questo fenomeno” – aggiunge un altro degli interpreti, ovvero Stanley Tucci.

Ma non solo di religione e pedofilia parla Spotlight: può essere visto, infatti, come una riflessione nostalgica su quel giornalismo d’inchiesta, che purtroppo è diventato merce rara. “Negli ultimi anni la crisi ha portato a dei forti tagli anche nel settore dell’editoria e questo ha riguardato soprattutto questo tipo di giornalismo. Io credo che sia importante avere una stampa libera e vorrei tanto che questo film servisse a qualcosa” – dice sempre Tom McCarthy che oggi, proprio dalla stampa, ha ricevuto dei calorosi applausi per il suo film. Merito di una regia intelligente, sapiente e raffinata, unita a un cast di attori straordinari: oltre ai già citati Mark Ruffalo e Stanley Tucci, ricordiamo anche Michael Keaton e Rachel McAdams, purtroppo non pervenuti al Lido.

Un vero peccato che sia tra i film fuori concorso, altrimenti avrebbe sicuramente fatto incetta di premi.

“Spotlight” uscirà nelle sale statunitensi il prossimo 5 novembre e speriamo che venga presto annunciata anche una data per l’Italia.