Grande successo alla 72a Mostra del Cinema di Venezia per “Sangue del mio sangue” di Marco Bellocchio, uno dei quattro film italiani in concorso (nei cinema dal 9 settembre).
Il maestro si sofferma nella natia Bobbio per raccontare due storie in diversi contesti temporali, ma legati da un fil rouge. Prima ci fa andare indietro fino al 1600, dove troviamo Federico, uomo d’armi in cerca di giustizia dopo che il fratello prete è morto suicida a causa di una donna, una suora di nome Beatrice che la curia pensa sia posseduta dal demonio. Poi veniamo catapultati ai giorni nostri dove sempre un uomo di nome Federico, ispettore ministeriale (o presunto tale) che ha intenzione di mettere in vendita le antiche prigioni di Bobbio, dove prima stavano le suore di clausura, però ci sarà un misterioso personaggio (con la fama di vampiro) a mettergli i bastoni tra le ruote.

Nel cast Alba Rohrwacher, Roberto Herlizka, Lidiya Liberman, Filippo Timi e soprattutto Pier Giorgio Bellocchio, protagonista assoluto nei panni di Federico (prima e dopo).
“Alla base dei miei personaggi c’è dell’irrequietezza, il tentativo di cercare la propria strada” – racconta Piergiorgio – “È stato affascinante girare delle scene silenziose, buie e piene di passione”.

Ecco cosa ci ha raccontato nell’intervista video: