Triste scomparsa per Leonard Cohen: è morta Marianne, sua musa. Una perdita che getta tristezza nel mondo della musica.

ISPIRATRICE DI PEZZI INTRAMONTABILI – “Ti ho sempre amata per la tua bellezza e la tua saggezza, ma non serve che io ti dica di più poiché lo sai gia’. Adesso, voglio solo augurarti buon viaggio. Addio vecchia amica. Amore infinito. Ci vediamo lungo la strada”. Cohen saluta con queste parole Marianne Ihlen, la donna che incontrò negli anni Sessanta nell’isola greca di Hydra, di cui divenne amante e ne ispirò i due capolavori ‘So long, Marianne’ e ‘Bird on Wire’, due grandi successi di un repertorio irreplicabile, fatto di testi profondi e un sound che tocca il cuore. Merito di una sensibilità pazzesca, alimentata dalle figure importanti che ne hanno condizionato l’esistenza.

UNA LETTERA STRUGGENTE – Jan Christian Mollestad aveva messo in contatto i due, amico di entrambi, che riferì a Cohen delle condizioni di salute gravi di Marianne. “Si prese due ore di tempo e scrisse questa bellissima lettera. La portai a lei, pienamente cosciente, e ne fu felice”, ha raccontato Mollestad al Guardian. “Marianne – continua Cohen nella lettera con toni che sembrano quelli delle sue canzoni – è venuto il tempo in cui si è vecchi e i nostri corpi cadono a pezzi: credo che ti seguirò presto. So di esserti così vicino che se tu allungassi la mano, potresti raggiungere la mia”. Quando Marianne ha udito questo ultimo passaggio della lettera del suo vecchio amante ha allungato la mano. “Solo due giorni -ha continuato Mollestad – dopo ha perso conoscenza ed e’ scivolata verso la morte. Ho scritto a Leonard di averle canticchiato ‘Bird on Wire’ negli ultimi istanti della sua vita, era la canzone che lei sentiva più vicina. Poi l’ho baciata sulla testa e ho lasciato la stanza, dicendo ‘So long, Marianne’”.