Nuova giornata di lutto per i cinefili di tutto il mondo: dopo una domenica trascorsa a celebrare il decimo anniversario della morte di Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman, oggi arriva la tragica e inaspettata notizia della morte di Jeanne Moreau, una delle attrici francesi più importanti e stimate di tutti i tempi.

A dare la notizia della scomparsa l’agente della Moreau, che si è spenta a 89 anni nel suo appartamento di Parigi.

Molto probabilmente il suo nome rimarrà legato al celeberrimo ruolo di Catherine in uno dei film più famosi di François Truffaut, Jules e Jim. Ma, all’interno della filmografia del regista della Nouvelle Vague, l’interprete era già comparsa in una piccola parte in I quattrocento colpi e ne La sposa in nero.

Attrice, cantante, sceneggiatrice e regista, la Moreau è stata una vera e propria icona del cinema francese e nel corso della sua vita ha raccolto molti premi tra una Palma d’oro al Festival di Cannes per Moderato cantabile, un premio César e un premio Molière.

Impossibile citare i tantissimi capolavori a cui ha partecipato (si possono fare i titoli di Ascensore per il patibolo, Gli amanti, Il processo, La notte, Eva, Fuoco fatuo, Il diario di una cameriera, Falstaff, Storia immortale, Mr. Klein, Fino alla fine del mondo) e i registi che l’hanno volta sul proprio set (Wim Wenders, Orson Welles, Michelangelo Antonioni, Theodoors Angelopoulos, Rainer Werner Fassbinder, Elia Kazan, Joseph Losey, Louis Malle, Jacques Demy, Luis Bunuel e Jacques Becker).

Nata il 23 gennaio del 1928 da un barista e una ballerina delle Follies Bergéres, la Moreau ha incarnato un modo di vivere il cinema difficilmente replicabile in epoca moderna, e non a caso il Festival di Venezia volle tributarle un Leone d’oro alla carriera 25 anni fa, nel 1992; inoltre è stata l’unica attrice a presiedere la giuria del concorso di Cannes, nel 1975 e nel 1995.

Severa, altera e decisa, ma anche dotata di grande dolcezza e grazia infinita, Jeanne Moreau verrà ricordata a lungo come il volto di uno dei momenti artistici – quello della Nouvelle Vague francese – che maggiormente hanno caratterizzato il culto della Settima Arte fra appassionati e semplici curiosi del cinema.