Morgan è uno degli elementi cardine di questa edizione 2017 del Serale di Amici tanto che, soprattutto durante la settimana, si parla più dei suoi scontri con i ragazzi che delle esibizioni vere e proprie. In un’incontro con la stampa il direttore artistico della squadra dei bianchi racconta la sua prima esperienza da coach del talent di Mediaset e del suo rapporto con la televisione: “Il video? Mi toglie l’anima e fa uscire il peggio di me. (…)Sono qui perché Amici parla di musica, altrimenti mi romperei”. 

Morgan sta investendo tutto il suo tempo e le sue conoscenze nel progetto Amici di Maria De Filippi ma i suoi modi di interagire con i concorrenti sono particolari e spesso fumantini tanto che in poche settimane si è scontrato con i ragazzi, i giudici e il puibblico.

Morgan rivela anche un altro motivo della sua partecipazione ad Amici di Maria De Filippi: ”Ho bisogno di denaro per estinguere i debiti accumulati a causa dei miei commercialisti che per quindici anni non hanno pagato le tasse”.

Morgan elogia il programma ma soprattutto la padrona di casa: “Amici è uno dei pochi programmi intelligenti della televisione: è una specie di talk show con Maria De Filippi che ne è la regina. Maria è una specie di psicologa che cerca di risolvere i problemi delle persone attraverso la parola”.

L’ex giudice di X Factor non ha avuto alcun problema a definire il pubblico dei “bimbominkia” e spiega: “Mi danno fastidio quei ragazzi urlanti intorno - mi sembra di essere al Colosseo. La musica non si può fare dove c’è rumore. Il pubblico lo rispetto, è grazie al pubblico che i musicisti scrivono musica, ma chiedo di concentrarsi un pochino. Se tutti fanno cagnara si perde quello che succede. Non possono non farmi parlare: che cosa sono qui a fare?”. 

Infine rivela che la sua carriera e la sua vita si può dividere in due prendendo come punto zero l’intervista del 2010 dove ha parlato di tossicodipendenza facendolo escludere dal Festival di Sanremo e perdendo la possibilità di vedere le figlie: “Io cerco di essere il più trasparente possibile, nel bene e nel male. Lo so ho pagato caro la mia trasparenza: dopo quella famosa intervista sulla tossicodipendenza (del 2010, ndr) non sono più credibile, non ho più fatto un disco e da quel momento mi hanno tolto le figlie. La mia vita si divide in due, prima e dopo quell’intervista, ora devo gridare per farmi ascoltare”