Dopo la fine del mese di gennaio è possibile che la televisione di Stato, la Rai, venga riformata (il 31 è previsto il termine ultimo di pagamento del canone) visto che è prevista una collaborazione tra il premier Monti, dopo che avrà portato a termine gli impegni europei, e il ministro per l’Economia Corrado Passera per stilare la normativa che ristabilirà i poteri.

Più precisamente verrà redatto un nuovo statuto per il quale cambieranno le regole del gioco.

Verrà cioè cambiato il metodo con cui si procede all’elezione del direttore generale della Rai e del  CDA (consiglio di amministrazione) e al posto della figura del direttore generale verrà preposta quella dell’amministratore delegato.

La notizia è stata recentemente diffusa da Antonio Catricalà, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’ipotesi di privatizzare la Rai, che secondo il premier sarebbe stata la più valida in termini di equità e risparmio, è stata bocciata poiché diverrebbe motivo di una lunga ed antieconomica battaglia politica, mentre l’auspicio è quello di riformare in poche settimane il regolamento della Rai, per far sì che l’Italia si allinei con gli altri Paesi d’Europa.

A fine marzo il CDA andrà a nuove elezioni e, nella speranza che un’eventuale opposizione parlamentare non impedisca la riforma, il dossier di viale Mazzini, già sulle scrivanie di Monti e Passera, dovrebbe essere pronto.