Uscirà il 7 aprile al cinema Mister Chocolat, interessante pellicola francese che parla di un artista poco noto dell’inizio dello scorso secolo, il clown Rafael Padilla originario di Cuba.

È un incredibile destino quello che avrebbe atteso l’ex schiavo che una volta liberatosi avrebbe girovagato per tutta l’Europa per poi arrivare nella Francia della Belle Epoque.

Dal circo al teatro, dall’anonimato alla fama, Mister Chocolat sarebbe diventato il primo artista nero del Paese, formando un duo straordinario insieme al collega bianco Footit.

Ma il film racconta anche la sua caduta, legata sia al vizio del gioco d’azzardo sia a varie questioni economiche, nonché alle discriminazioni razziali che nonostante tutto dovette affrontare e che alla fine compromisero sia l’amicizia con Footit che la sua intera carriera.

A dirigere la pellicola c’è Roschdy Zem, attore-regista francese di origine marocchina molto apprezzato nel panorama artistico d’Oltralpe. Il cineasta di è detto entusiasta di poter lavorare a una storia “ambientata nella Parigi di inizio secolo in tutta la sua grandiosità” e sopratutto su un intreccio basato sul “personaggio di Chocolat, un epicureo che vive la vita al massimo senza dimenticare il suo passato di schiavo.”

Secondo Zem le caratteristiche del personaggio hanno evitato di cadere in alcune trappole tipiche dei film storici contribuendo a creare un film unico: “la positività del personaggio ci ha permesso di affrontare l’aspetto del colonialismo francese senza calcare troppo la mano sull’argomento con eccessivo pathos”.

Nei panni del protagonista di Mister Chocolat troviamo invece Omar Sy, che i più ricorderanno come la metà del duo del celeberrimo Quasi amici, commedia dei record di alcuni anni fa.

L’attore ha dichiarato di essere rimasto toccato dalla storia del personaggio, alla quale non manca un certo elemento di tragicità: “Chocolat faceva ridere la gente sfruttando gli stereotipi sui neri. Ma man mano che la società si è evoluta e la considerazione dei neri si è fatta più elevata e rispettosa, le persone non hanno più trovato nulla di comico in quegli stereotipi e sebbene questa sia stata una cosa positiva per le vittime di razzismo, non lo è stata per Chocolat che è caduto nell’oblio. Chocolat era un artista e desideravo che la sua storia, il suo lavoro e il suo talento venissero riconosciuti. Sono pochi i film d’epoca con ruoli per attori neri.”