Combattimenti a mani nude, inseguimenti, adrenalina a fiumi e la certezza di non capire più nulla della trama già dopo la prima mezz’ora di film. Questi gli ingredienti di Mission Impossible da sempre, sin dal primo e “mitico” film di Brian De Palma del 1996. Mission: Impossible – Fallout ha tutti questi elementi e anche qualcosa di più, nello specifico un’attenzione alla psicologia di Ethan Hunt (Tom Cruise) che, nonostante gli anni passino, picchia ancora come un novello combattente di MMA e si lancia da 25.000 piedi in caduta libera, restando sempre, immancabilmente, illeso e vincente. In Fallout, il sesto capitolo di Mission Impossible, l’azione è costante, concitata, non fa staccare gli spettatori dalla poltrona, ma c’è anche l’intenzione da parte del regista e sceneggiatore Christopher McQuarrie (sceneggiatore solo per citarne uno de ” I soliti sospetti”) di dare un’anima ad Hunt, approfondendone l’umanità e il codice etico che lo contraddistingue.

Ma Hunt non è il solo personaggio a beneficiare della scrittura di McQuarrie, anche i comprimari, in primis August Walker interpretato da Henry Cavill o la bellissima White Widow, interpretata da Vanessa Kirby (probabile futura signora Cruise), lasciano il segno con le loro caratterizzazioni e lo spessore dei loro personaggi. Cavill in particolare sveste finalmente i panni del Superman bamboccione e porta sullo schermo un personaggio ambiguo, difficile da inquadrare, un buono di bell’aspetto che però nasconde anche segreti.

Per quanto detto finora possiamo azzardare che Mission: Impossible – Fallout è, probabilmente, uno dei migliori capitoli del franchise ma guai a considerarlo perfetto. È molto divertente, tiene incollati alla poltrona gli spettatori ma ha due difetti: innanzitutto una durata “monstre” per un action del genere, ben 147 minuti, più di mezz’ora in più rispetto al primo capitolo di Brian De Palma che si fermava a 110 minuti.

Il secondo difetto invece riguarda la “verosimiglianza” delle scene di azione. A onor del vero questo aspetto non è mai stato un punto forte di Mission Impossible, ma in Fallout si spinge a nostro avviso troppo, realizzando delle scene di azione che avrebbero conseguente devastanti su chiunque e che invece ad Hunt e compagni provocano solo qualche capello fuori posto. Hunt è ormai una sorta di divinità immortale dello spionaggio che salta da un tetto di un palazzo all’altro, pilota elicotteri e moto a velocità siderali, scazzotta come Neo di Matrix ma non si fa mai neanche un graffio.

Nonostante queste pecche Mission: Impossible – Fallout è un film godibile, con un ottimo cast, regia di livello, attenzione alla scrittura dei personaggi, e un Tom Cruise ancora magnetico difronte alla macchina da presa, fattori che è facile prevedere ne decreteranno un grande successo di botteghino quando arriverà nelle sale il 29 agosto prossimo, pronto a trainare la ripresa dopo le vacanze estive.