In Italia arriverà nelle sale cinematografiche il 19 agosto, mentre per gli Stati Uniti è questione di giorni: Mission Impossible 5, sottotitolato Rogue Nation, è senz’altro uno dei titoli più attesi di quest’estate. Stando alle prime recensioni, l’ennesimo capitolo della saga incentrata sulle avventure dell’agente Ethan Hunt – interpretato dall’inossidabile Tom Cruise – potrebbe essere il miglior episodio della saga.

Pete Hammond di Deadline lo ha infatti definito come “non solo il migliore film di questa estate ma il migliore film estivo dell’estate”: una definizione forse un po’ criptica, ma che in parole povere descrive l’opera del regista Christopher McQuarrie come estremamente divertente e adatta a questo periodo che negli Stati Uniti è dedicato a blockbuster senza pretese autoriali.

A colpire il critico sono i tanti stunt che lasciano lo spettatore senza fiato, a partire dalla scena molto pubblicizzata in cui Tom Cruise pende da un aereo in fase di decollo. Interessante anche l’omaggio a L’uomo che sapeva troppo di Hitchcock, di cui viene ripresa l’idea di una sequenza d’azione silenziosa mentre sullo sfondo si svolge un concerto (in questo caso è la Turandot).

Non tutti sono così entusiasti, come per esempio Henry Barnes del Guardian, che in ogni caso non eccede particolarmente critiche ma anzi preferisce sottolineare gli aspetti positivi di Mission Impossible Rogue Nation, nel cui cast sono presenti Alec Baldwin, Jeremy Renner, Simon Pegg, Sean Harris, Ving Rhames e Rebecca Ferguson.

Proprio il ruolo dell’attrice britannica è tra le cose più apprezzate dal giornalista, secondo il quale “minaccia di raggiungere lo screen-time di Cruise. Al suo personaggio non mancano motivazioni e rilevanza, non ha il ruolo di oggetto del desiderio né di supporto. A volte ci si chiede, come è successo come Mad Max: Fury Road, se la star sia davvero la star del film.

Scott Mendelson di Forbes con un gioco di parole basato sull’allitterazione definisce Mission Impossible 5 “better than Bourne, better than Bond”, incoronando di fatto la saga come la regina dei franchise contemporanei a carattere spionistico.

Tuttavia non è proprio questo l’aspetto più interessante dell’opera. Per il recensore il film è “una commedia degli errori. Il film non è solo pieno di azione e stunt stupefacenti ma è anche stipato di meravigliosa commedia umana che porta i nostri agenti quasi superumani a un livello molto più terreno. È ancora più eccitante quando le cose vanno terribilmente male: la sospensione dell’incredulita è raggiunta non con effetti speciali ma attraverso il rifiuto di far apparire l’azione anche remotamente facile per i protagonisti”.