Ci sono voluti quasi 15 anni, ma finalmente la domanda che tutti gli spettatori del film originale di Minority Report diretto da Steven Spielberg si saranno fatti, “perché non ne fanno una serie tv?”, ha trovato una risposta.

Tratto da un racconto del 1956 di Philip K. Dick, uno degli scrittori di fantascienza più influenti di tutti i tempi, nonché più saccheggiati da cinema e tv, la serie di Minority Report vede nuovamente il cineasta in veste di supervisore e sceneggiatore insieme a Max Borenstein.

Dal 13 luglio andrà in onda in prima serata su Fox, il canale 112 di Sky, per catapultare lo spettatore in un futuro in cui alcuni individui – i precogs – sono in grado di prevedere i crimini prima che vengano commessi.

La serie si collega direttamente al film, essendo ambientata 10 anni dopo la storia narrata nella pellicola con Tom Cruise, e vede Dash, uno dei tre fratelli dotati di questo dono speciale, collaborare con la polizia di Washington.

Aiutato dalla detective Lara Vega, l’uomo dovrà dare un senso alle proprie visioni e per fare ciò dovrà ritrovare i due fratelli Arthur e Agatha, la cui mente è stata cancellata dopo gli eventi del film.

Come già la pellicola, e anzi in misura maggiore viste le potenzialità offerte della serialità, Minority Report pone interessanti quesiti etici intorno al libero arbitrio e alle nozioni di libertà e di giustizia.

Il cast della serie, la cui prima stagione è composta da 10 episodi, comprende alcuni volti nuovi della televisione americana quali Stark Sands, Meagan Good, Nick Zano e Laura Regan.