L’ex curatrice di Report Milena Gabanelli si autosospendersi dalla Rai con un periodo di aspettativa non retribuita e ha spigato le motivazioni in una lunga lettera-intervista rilasciata a Repubblica. Dopo la sua decisione di lasciare Report nessun progetto effettivo era stato offerto a Milena Gabanelli che è comunque una professionalità in carico alla Rai. Nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione, il 6 settembre, il consigliere Carlo Freccero aveva chiesto di valutare l’ipotesi di nominare Milena Gabanelli a condirettore di Rainews24 con delega allo sviluppo del web e del data journalism. Freccero infatti, a conclusione del CdA, aveva dichiarato: “Ho trovato un consenso largo sulla nomina della Gabanelli a condirettore di RaiNews, con 40 giornalisti dedicati e con spazi per il data journalism sul canale. Mi auguro vivamente che una professionista del suo calibro valuti positivamente questa proposta quale punto d’avvio di un percorso più ampio”.

Milena Gabanelli spiega la sua richiesta dicendo: “Purtroppo  non mi risulta che i consiglieri siano mai entrati nel merito del progetto, organizzazione e potenzialità. A fronte di queste considerazioni, ovvero della certezza di non produrre risultati proporzionali al lavoro svolto, alle aspettative del pubblico, al ruolo della tv di servizio pubblico, e al fatto che non me la sento di mettere la faccia su un prodotto che non firmo (non essendone il direttore responsabile), ho chiesto oggi al dg di concedermi l’aspettativa non retribuita, fino a quando il cda avrà varato il nuovo piano news e deciso quegli accorpamenti che sarebbero il preludio per il varo di una nuova testata. Se a quel punto intenderà affidarmi la direzione troverà la mia disponibilità”.

Milena Gabanelli ha spiegato la motivazione per cui non ha accettato la condirezione di RaiNews: ”Sembrerà strano, ma la Rai, al contrario di tutte le tv del mondo, ha molti telegiornali, ma non ha un portale di news online organizzato in modo da valorizzare il lavoro dei suoi 1600 giornalisti sul web. La concessione dice che deve colmare il gap digitale, poiché una grande fetta di popolazione non si informa più attraverso i canali tradizionali, e ad oggi è completamente esclusa dal servizio pubblico pur pagando il canone. Un fatto gravissimo di cui sia l’azienda che la commissione di Vigilanza sono consapevoli. Il mio incarico era di preparare le condizioni per poter mettere tutti i 1.600 giornalisti Rai (a partire dai corrispondenti esteri e regionali) in condizione di anticipare le notizie sull’online e fornire contenuti realizzati ed informazioni di cui sono depositari, e che, per ragioni di spazio, non possono essere condensate nei telegiornali. (…) La soluzione individuata dal Cda è quella di trasferirmi, in attesa di tempi migliori, dentro al sito di Rainews.it (il cui direttore è lo stesso di Rainews 24, Antonio Di Bella), che oggi fa poco più di 100.000 utenti unici e si piazza al 35° posto di tutte le testate online. Senza una definizione dei tempi, con risorse inadeguate a coprire le 24 ore, e senza nessuna possibilità di decollare proprio perché è sbagliato il presupposto: i colleghi non anticipano le loro notizie dentro al sito di una testata vissuta come concorrente. Una visione a mio parere non altezza del compito che il servizio pubblico deve assolvere, ed economicamente sbagliata poiché rinuncia ai potenziali investimenti pubblicitari. Per dare un’idea: Repubblica incassa dalla combinazione sito e social circa 27 milioni di euro l’anno, e poco meno il Corriere della Sera. Quali numeri potrebbe raggiungere un’azienda come la Rai che oltre alla potenza di fuoco ha un archivio di immagini immenso che nessun altro possiede in Italia?”.