Arriva alla diciannovesima edizione il Milano Film Festival, fiore all’occhiello della cultura meneghina, da sempre dedicato al sostegno dei giovani talenti, dei nuovi linguaggi della settima arte e alla promozione del cinema contemporaneo meno allineato al mainstream.

Il festival, che negli anni si è distinto per il modo in cui ha saputo dialogare con il territorio, creando una serie di iniziative sparse lungo tutta la città, presenta circa 200 opere, la stragrande maggioranza delle quale risultano essere inedite in sala.

Tanti gli spazi in cui si svolgerà la manifestazione, dal 4 al 14 settembre: il Teatro Strehler e il suo Sagrato, il Teatro Studio Melato, il Parco Sempione, la Triennale di Milano – Teatro dell’Arte, l’Auditorium San Fedele, lo Spazio Oberdan e la Cascina Cuccagna.

In concorso, riservato a esordianti o cineasti al secondo film, troviamo dieci lungometraggi, tra cui due italiani per la prima volta, provenienti anche dalle selezioni di Festival come quello di LocarnoBerlino o Cannes (The Tribe, Navajazo e Forma tra i titoli più interessanti).

Non manca l’usuale sezione dedicata ai cortometraggi che quest’anno si confronta a distanza con l’omaggio nei confronti della leggenda del cinema d’animazione, il ceco Jan Svankmajer, di cui verrà proiettato il film più noto, Qualcosa di Alice, nonché per l’appunto le sue opere più brevi.

Nella sezione parallela The Outsiders (una sorta di fuori concorso), l’anteprima di Aimer, boire et chanter del compianto Alain Resnais, scomparso lo scorso 1 marzo, così come Amour fou, il film di Jessica Hausner incentrato sull’incredibile vita dello scrittore Heinrich Von Kleist.

Ritorna anche l’antologia Colpe di stato, uno spazio che raccoglie i documentari che si occupano di raccontare l’esercizio brutale del potere nel mondo e i suoi segreti. Per tutti i dettagli sugli eventi speciali, i concerti si consiglia di consultare il sito ufficiale del Festival

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