Si è spento all’età di 83 anni Mike Nichols, regista statunitense dalla carriera strepitosa di cui probabilmente tutti ricorderanno almeno Il laureato.

Nato in Germania da un intellettuale russo, Nichols si trasferisce con la famiglia in America all’età di 8 anni. Rimasto orfano quattro anni dopo, nel 1943, il ragazzo svolge vari mestieri fino a che non arriva a New York dove frequenta l‘Actor’s Studio. La sua formazione è quindi prettamente di tipo teatrale, come dimostrano le sue prime commedie satiriche e di osservazione sociale, un genere mai abbandonato.

E d’altronde sarà teatrale anche il suo debutto al cinema a 35 anni: Nichols viene chiamato a mettere in scena per il grande schermo la famosissima pièce Chi ha paura di Virgina Woolf di Edward Albee, in cui compare una Elizabeth Taylor invecchiata per l’occasione.

Nel 1967, appena un anno dopo, arriva l’Oscar alla regia. Il laureato, una delle pellicole più amate della nuova Hollywood, lancia non solo la sua carriera ma anche quella del protagonista Dustin Hoffman. Tante le scene entrate nella leggenda, tra cui quella dell’immersione nella piscina con una tuta da palombaro, la seduzione di Mrs. Robinson e la rocambolesca sequenza della chiesa con tanto di vetro infranto e crocefisso usato come arma.

Nel 1970 è il turno di Catch 22 – Comma 22, una delle commedie antimilitariste più riuscite della storia, in cui compaiono attori come Martin Sheen e Jon Voight e una leggenda come Orson Welles, che causa non pochi problemi sul set. Scandaloso per l’epoca è Conoscenza carnale dell’anno seguente, che mette in scena i drammi sentimentali dei due protagonisti Jack Nicholson e Art Garfunkel, già responsabile della colonna sonora de Il laureato.

L’interesse per la critica sociale si ripercuote sulla filmografia degli anni ’80, con Silkwood (1984, una grande Meryl Streep) e Una donna in carriera (1988, con Melanie Griffith, Sigourney Weaver, Harrson Ford, Alec Baldwin e Joan Cusack). In mezzo il dramma sentimentale Heartburn – Affari di cuore, nel quale Nichols ritrova la Streep e riprende la collaborazione con Nicholson, dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, la sua bravura nella direzione degli attori.

Sempre con il “folle” Jack il regista si immerge nell’horror Wolf – La belva è fuori, in cui il tema della licantropia viene declinato secondo sfumature più sentimentali e drammatiche: nel cast anche Michelle Pfeiffer e James Spader. La carriera di John Travolta viene rilanciata quando viene scelto come protagonista di Primary Colors, I colori della vittoria, il film che nel 1998 Mike Nichols realizza ispirandosi alla campagna elettorale del futuro Presidente Clinton tenutasi nel 1992. Il politico viene descritto in modo molto ambiguo e non sono in pochi a vedere nella performance di Emma Thompson una poco velata critica alla moglie Hillary (anche se l’attrice negha di averla presa come riferimento).

Nel 2003 vi è l’evento epocale di Angels in America, una mastodontica miniserie televisiva realizzata con grande sfoggio di mezzi e con un cast d’eccezione: Al Pacino, Meryl Streep ed Emma Thompson sono solo alcuni dei protagonsti di questo racconto corale dai toni apocalittici, trasposizione dell’opera teatrale di Tony Kushner. I temi sono di grande importanza – la diffusione dell’AIDS e la condizione degli omosessuali negli Stati Uniti – e per la televisione si tratta di una piccola rivoluzione.

Ancora di origine teatrale è Closer del 2004, nato da una pluripremiata pièce di Patrick Marber, che passa alla sceneggiatura del film. Il cast, di assoluta eccezione, vede Jude Law, Julia Roberts e Natalie Portman, con Clive Owen che aveva già recitato nella versione teatrale, per quanto in un altro ruolo. Il dramma è la gelida messa in scena di un girotondo sentimentali in cui emozioni e promesse appaiono artificiali e frutto di un calcolo razionale.

L’ultimo film realizzato da Nichols risale a sette anni fa: La guerra di Charlie Wilson, nuovamente una commedia drammatica di impronta satirica, sempre di stampo antimilitarista ma incentrata sul mondo della diplomazia e dello spionaggio. Risplendono il protagonista Tom Hanks, Julia Roberts e il compianto Philip Seymour Hoffman.

Sembra che nell’ultimo periodo Nichols stesse lavorando a un film prodotto dalla HBO sulla vita di Maria Callas, con protagonista l’amata Meryl Streep. Il progetto, tristemente, dovrà essere messo in pausa in attesa di un coraggioso successore. Nichols tra le altre cose è stato uno dei pochissimi personaggi in grado di vincere i quattro maggiori premi dello spettacolo statunitense, essendo stato insignito nella sua carriera di un Tony, un Grammy, un Oscar e un Emmy.

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