Dopo il ritrovamento del feretro di Mike Bongiorno, abbandonato in campagna, a circa trenta chilometri da Milano qualche giorno fa – probabilmente in seguito all’appello del figlio Nicolò a Chi l’ha visto? – e successivamente all’archiviazione delle impronte rilevate dai Ris e poi comunicate alla Procura di Verbania che ha aperto un’inchiesta, la salma è stata restituita alla famiglia e da questa subitaneamente fatta cremare, con l’auspicio di poter disperdere le sue ceneri in una località della Val d’Aosta.

La bara, riconosciuta dai figli Nicolò e Michele, non ha presentato segni di manomissione e perciò non è stato necessario riaprirla per accertarsi, con le analisi del DNA, che contenesse le spoglie del celebre presentatore.

Una volta resa alla famiglia Bongiorno, è stata trasportata in mattinata al cimitero storico della città di Torino per poter quindi procedere alla cremazione.

Già nel primo pomeriggio Michele e Nicolò Bongiorno hanno potuto riavere l’urna cineraria.

Secondo alcune indiscrezioni la famiglia del defunto avrebbe chiesto al comune di Valtournenche di poter spargere le spoglie del proprio caro nell’area intorno a Breuil Cervinia, poiché, se ottenessero il via libera da parte dell’ amministrazione, una normativa della regione Val d’Aosta ne consente la pratica, se ciò avviene almeno a duecento metri dalle zone abitative.

Il primo cittadino del piccolo comune in questione, Domenico Chatillard, ha già annunciato di essere favorevole.