Michele Placido porta in Italia il suo film francese Le Guetteur (Il cecchino): il 1° maggio, infatti, questo polar con Daniel Auteuil, Matthieu Kassovitz, Violante Placido e Luca Argentero arriverà anche nelle nostre sale.

Ambientata a Parigi, la trama ruota intorno a due personaggi: il cecchino Vincent Kaminski (Matthieu Kassovitz), che durante alcune rapine ha colpito gli agenti intervenuti sul posto bloccandone l’operazione, ed il commissario di polizia Mattei che tenta di catturarlo dopo che i banditi ripiegano nello studio di un medico ‘congedato’ dalla professione e nascondono la refurtiva. Catturato Kaminski e sottoposto senza effetto a interrogatorio, saranno i servizi segreti francesi a fornire al capitano la sua identità: tiratore scelto ‘deceduto’ in Afghanistan.

Nel corso delle indagini, Kaminski fugge alla detenzione deciso a cercare la talpa che lo ha denunciato e che ha barbaramente assassinato il suo avvocato, una giovane donna amata molti anni prima. Mattei e Kaminski, sul lato opposto della legge e dell’ordine, muoveranno una caccia personale e accanita all’uomo nell’ombra, scoprendo insieme il volto di un male più inquietante e più grande del segreto che li unisce.

Non ci sono buoni o cattivi, tutti i personaggi sono ambigui, doppi, pieni di ombre, traduzione di un paese come il nostro dove anche all’interno della famiglia non ci sono più i valori di una volta, non ci si può fidare neppure della propria madre, del proprio uomo. Depressione sociale che il nostro cinema non è in grado di raccontare e che, a parere del regista, non riuscirà a rinnovarsi ancora per molto tempo.

Vi proponiamo, quindi, una breve intervista in esclusiva a Michele Placido.