Era il 25 giugno di ben cinque anni fa quando Michael Jackson è stato trovato privo di vita nel letto della sua casa di Holmby Hills, Los Angeles. Un mix di benzodiazepine e anestetici somministrati “per sbaglio” dal medico di fiducia sono risultati fatali per la popstar.

Quando la notizia si è sparsa, apparendo su tutti i telegiornali, il mondo si è letteralmente congelato, increduli che qualcosa di così grave potesse essere accaduta proprio al Re del pop, l’eterno Peter Pan amato e stimato da tutti. I riflettori vengono puntati per l’ultima volta sulla inutile corsa in ospedale per salvare Michael, gli stessi che erano puntati su di lui sin da quando era piccolo e cantava nei Jackson 5, che l’hanno elogiato per i grandi successi da solista ma anche criticato e guardato con disprezzo quando questo venne accusato di pedofilia nei confronti di minori e i media continuavano ad infiltrarsi nella sua vita alla ricerca di dettagli che potessero destare “scandalo”.

Ma la vita di Michael è sempre stata una giostra con alti e bassi, alti nella carriera, ma un po’ più bassi per quanto riguarda gli affetti familiari. Nato da genitori molto severi e, crescendo nel mondo dello spettacolo, non ha potuto godersi a pieno la sua infanzia, come racconta apertamente nella canzone Childhood, indubbiamente una delle più significative della popstar (scopri qui le cinque più significative di sempre). Una certa serenità l’ha trovata poi con i figli, due avuti dalla moglie Deborah Jeanne Rowe (nel 1997 Prince Michael Jackson e Paris Katherine Jackson nel 1998), ed uno da una madre surrogata (Prince Michael Jackson II, nel 2002).

Per colmare il vuoto di un’infanzia negata Jacko ha aperto il noto parco a tema Neverland Ranch, in cui ospitava amici e bambini malati. Anche se questo ha portato poi alle accuse di pedofilia Jacko, l’eterno Peter Pan ha ospitato moltissimi bambini nell’”isola che non c’è”, tra cui Gavin Arvizo, bambino allora malato di cancro e che Jacko avrebbe aiutato a guarire. Oltre a lui e ai figli di Michael anche gli attori Kieran e Macaulay Culkin andavano spesso a fare visita alla popstar ma, dopo le accuse di pedofilia mosse dal giornalista anglo-pakistano Martin Bashir, il parco e la stessa popstar sono stati inondati di critiche e disprezzo da parte della popolazione americana e non solo.

Dopo i più grandi successi da Off The Wall a Thriller, ma anche Bad e Music & Me che hanno contraddistinto la popstar nel panorama musicale di mezzo secolo, l’ultimo album pubblicato fisicamente dalla popstar è Invincible, uscito nel 2001. Dopo questo Michael pubblica il singolo Xscape nel 2003 e, quando molti pensano che sia un’anticipazione del nuovo album “Resurrection” la stessa popstar accantona il progetto; nello stesso anno però è uscita la raccolta Number Ones, contenente solamente un brano inedito.

Nel corso degli anni Jacko produce singoli per cause umanitarie ma questi non vennero mai pubblicati, mentre nel 2006 riceve il Premio di Diamante ai World Music Awards per via delle oltre 100 milioni di copie vendute ed entra anche nel Guinnes dei Primati per le 104 milioni di copie vendute con l’album Thriller. Nel 2007 inizia a lavorare ad un nuovo album che doveva essere pubblicato lo stesso anno, ma la sua uscita venne posticipata al 2008 e l’11 settembre pubblica un Cofanetto in 3 versioni per celebrare il 25esimo anniversario del suo album più venduto e, per i suoi 50 anni, sempre nel 2008 pubblica in quasi tutto il mondo la raccolta King Of Pop, con tutti i successi della popstar scelti proprio dai suoi fan.

Il 2008 però non dev’essere stato un anno completamente roseo per Jacko, come quando è stato immortalato mentre veniva portato su una carrozzina, preoccupando tutti i fan e durante lo stesso dovette vendere una quota del suo Ranch, Neverland. Arriviamo così al 2009: poco prima della sua morte, a marzo, Jacko era pronto a tornare in scena annunciando una serie di concerti all’O2 Arena nel luglio dello stesso anno: This Is It, che annunciavano probabilmente le sue ultime esibizioni, d’altronde anche il nome del tour lo faceva notare (this is it significa “questo è tutto”).

Dal momento della sua morte, oltre alle battaglie legali contro il medico, per l’eredità e per l’affidamento dei figli, i fan di tutto il mondo hanno fatto di tutto perché la sua memoria e le sue canzoni non venissero dimenticate: c’è chi si è immedesimato nella stessa popstar diventandone un sosia, chi invece organizza mostre, spettacoli ed iniziative di ogni tipo purché ci si ricordi di lui, l’eterno bambino che ha inventato e rivoluzionato la musica pop nel corso degli anni. Tra questi c’è stato anche il produttore americano LA Reed che ha voluto rendere omaggio alla memoria di Jacko pubblicando un album postumo fatto di brani inediti della popstar, quale Xscape. Insomma, in qualsiasi modo, che sia tramite i fan o album inediti il Re del pop continua a vivere.

In un mondo pieno d’odio, dobbiamo avere ancora il coraggio di sperare. In un mondo pieno di rabbia, dobbiamo avere ancora il coraggio di confortare. In un mondo pieno di disperazione, dobbiamo avere ancora il coraggio di sognare. In un mondo pieno di sfiducia, dobbiamo avere ancora il coraggio di credere”.


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