È una pubblicità che ha fatto indignare le femministe italiane quella in cui Michael Fassbender appare senza veli (ovviamente con le parti sensibili ben nascoste) per promuovere il film La luce sugli oceani.

La pellicola di Derek Cianfrance esce infatti nelle sale del nostro Paese l’8 marzo, proprio in coincidenza con la Festa della donna, e la Eagle Pictures che distribuisce il film ha deciso di sfruttare l’occasione basandosi sul fascino che l’attore esercita sin dai suoi esordi sul pubblico femminile.

Nella pubblicità apparsa su Facebook e gli altri social media la casa di distribuzione ha usato un’immagine di Fassbender a torso nudo, con la parte inferiore del corpo coperta da un bollino recante la scritta “L’8 marzo festeggia con me” e delle mimose a incoronare il tutto.

Insomma, un messaggio piuttosto chiaro, tra l’altro non proprio in linea con l’atmosfera di La luce sugli oceani, descritto come una storia d’amore di inizio Novecento che si trasforma in un melodramma doloroso.

Fassbender infatti interpreta un soldato che dopo la Prima Guerra Mondiale diventa guardiano di un faro. Qui conosce la sua futura moglie, interpretata da Alicia Vikander (sua compagnia anche nella vita, nonostante alcune voci dicessero il contrario): i due si sposano ma non riescono ad avere bambini, almeno fino a quanto non ne trovano uno abbandonato fra le acque dell’oceano.

Anni dopo la madre del piccolo, che ha le fattezze di Rachel Weisz, tornerà a farsi viva reclamando il figlio che aveva abbandonato.

Una storia molto delicata a intensa, che poco ha di sensuale, dunque. Ma a scatenare le ire dei commentatori è stato anche il commento con cui Eagle Pictures ha presentato la pubblicità: “Chi non vorrebbe trascorrere la festa della donna con uno come lui? L’8 marzo correte al cinema, Michael Fassbender vi aspetta con il suo nuovo film”.

Evidentemente una campagna social ancorata al passato e che non ha tenuto conto della sempre maggiore attenzione alle discriminazioni di genere e alla battaglie combattute per i diritti delle donne. In seguito alle proteste l’immagine è stata poi eliminata dalle pagine social di Eagle Pictures.