Michael Douglas si scaglia contro l’antisemitismo dell’Europa in un editoriale apparso sul Los Angeles Times. Non che il grande attore abbia intenzione di iniziare una campagna, ma le sue parole, inerenti una vacanza nel Sud dell’Europa (non è specificata la località), hanno già avuto modo di fare discutere.

Stando alle parole del protagonista di Dietro i candelabri, recentemente uscito vincitore dalla lotta contro un tumore alla gola,  l’increscioso evento è accaduto la scorsa estate al figlio Dylan. Questi sarebbe tornato in lacrime dopo aver fatto un giro in piscina. Dopo aver molto insistito Dylan gli avrebbe confidato che un uomo in piscina lo avrebbe insultato a causa del ciondolo a forma di Stella di David che portava al collo. Michael Douglas ha poi affrontato l’uomo, aprendo una discussione di certo non piacevole, e poi ha dovuto spiegare al figlio cos’è l’antisemitismo.

La famiglia dell’attore non è mai stata particolarmente religiosa: solo il padre, il celeberrimo Kirk, è ebreo, al contrario della madre Diana. Già per molti tradizionalisti un simile albero di famiglia escluderebbe Michael dal retaggio ebraico, in più l’interprete non ha mai avuto un’educazione di questo tipo. Lo stesso è poi successo ai figli avuto con la moglie Catherine Zeta-Jones, ma a cambiare tutto è stato il figlio Dylan, che ha voluto frequentare una scuola ebraica per studiare per il suo bar mitzvah, in questo modo contribuendo alla riconciliazione tra Michael e le sue radici.

Secondo Douglas, che ha raccontato un episodio simile avvenuto durante il college (un amico gli avrebbe spiegato l’essere opinione comune che “gli ebrei imbrogliano nel campo degli affari”), ha detto che l’insorgenza di un nuovo antisemitismo in Europa può essere provocata dalla crisi economica, dall’odio insensato verso Israele – citati i casi di Parigi e Copenaghen, e dalla proliferazione dell’estremismo religioso.

Infine Douglas nella sua lettera ha dichiarato che il figlio deve ritenersi fortunato di vivere in un Paese in cui l’antisemitismo è piuttosto raro, stando che la lezione sulla pericolosità dell’essere un ebreo è stata imparata a caro prezzo, all’estero.