Bruttissima notizia quella ricevuta dall’attrice Mia Farrow, la quale nella giornata di ieri è stata informata che il figlio adottivo Thaddeus è stato dichiarato morto dopo essere stato trovato a Roxbury, Connecticut.

Rinvenuto nella sua macchina, inizialmente si pensava che il ragazzo 27enne potesse essere salvato, ma le ferite si sono dimostrate fatali. Thaddeus era paraplegico dalla nascita ed era costretto a servirsi di una sedia a rotelle.

In seguito a un’inchiesta e all’autopsia chiesta dal coroner, le autorità del Connecticut hanno dichiarato la morte di Thaddeus un suicidio, avvenuto sparando un colpo di arma da fuoco in direzione del torso.

La Farrow aveva adottato Thaddeus dopo essere stata a Calcutta nel 1994, in seguito al suo burrascoso divorzio dal regista Woody Allen. Sul profilo Twitter dell’attrice è comparso un messaggio nel quale si lancia un appello a fare tutto il possibile per prevenire altri suicidi.

Siamo devastati dalla morte di Thaddeus, il nostro amato figlio e fratello. Era una persona meravigliosa e coraggiosa, che ha superato così tanti ostacoli durante la sua breve vita. Ci mancherà. Grazie per i vostri numerosi messaggi di condoglianze e le parole gentili. Se voi o qualcuno che amate avete bisogno di aiuto, o se volete supportare un gruppo che lavora per salvare delle vite, per fare visitate https://afsp.org.”

La Farrow ha in tutto ha altri undici figli – 4 biologici e 7 adottati. In un’intervista concessa a Vanity Fair l’attrice aveva raccontato il suo primo incontro con Thaddeus: “Come paraplegico in una città quale Calcutta, era stato abbandonato in una stazione e costretto a strisciare sulle mani per mendicare cibo. Dopo, quando venne trasferito in orfanotrofio, veniva legato e i bambini gli lanciano rocce per interrompere i suoi rantolii. Quando lo vidi ebbi una reazione potentissima. ‘È mio figlio

Thaddeus in un’intervista disse che “fu spaventoso essere portato in un mondo di persone la cui lingua non capivo e con un colore diverso della pelle. Il fatto che tutti mi amassero fu una nuova esperienza, all’inizio sopraffacente.”