China Heavyweight trionfa al Milano Film Festival, tra gli applausi di pubblico e addetti ai lavori. Ma la rassegna meneghina è stata un’occasione per scoprire diversi cortometraggi e lungometraggi degni di nota. Tra i lungo metraggi spicca il premio speciale per il film Everybody in our family, firmato dal regista rumeno Radu Jude.

Il premio per il miglior cortometraggio è invece andato a Notre corps est une arme: prisons, della francese Clarisse Hahn. Finisce in Francia anche il Premio Aprile, vinto da Bake a cake di Aliocha. Le menzioni speciali di questo riconoscimento sono invece appannaggio di Il n’y a pas de rapport sexuel di Raphael Siboni (tanto per cambiare, anche lui francese) e dell’italiano Fireworks, documentario di Giacomo Abbruzzese ambientato a Taranto e dedicato all’Ilva, in memoria di un’attualità scottante per la cittadina pugliese.

L’esecuzione di Enrico Iannaccone si aggiudica il premio del pubblico per i cortometraggi, mentre Vallery of Saints di Musa Syeed, coproduzione tra India e Stati Uniti, vince il Premio Air Dolomiti e Aeroporto di Monaco – Cinema in un ambiente diverso. A We are Legion: The story of the hacktivists è andato il premio Colpe di Stato, organizzato all’interno del Festival da Feltrinelli Real Cinema.

Il Milano Film Festival è stato un evento ricco di proiezioni, utili a suscitare riflessioni di natura politica e sociale. L’appuntamento con gli appassionati è dunque all’anno prossimo.