Dopo la presentazione al Festival internazionale del Cinema di Roma il cui red carpet questo mese ha richiamato nella città capitolina più visitatori ancora, la prima opera da regista dell’originale sceneggiatore italiano, Ivan Cotroneo, riceve i plausi da parte della critica di settore più considerata.

È Paolo Mereghetti, infatti, che ne tesse le lodi per la semplicità con cui l’autore ha diretto il La kryptonite nella borsa, facendone una pellicola pregevole e ben realizzata.

Eccettuate per alcune incongruenze nello svolgimento della trama – Mereghetti sottolinea la voce off che apre il film senza poi più riprentarsi, di cui forse Cotroneo si è pentito in fase di montaggio – il celebre critico incoraggia il pubblico della sala, spiegando che la buona esecuzione delle riprese merita il suo pubblico anche quando non riesce ad un uscire dal genere più ristretto della commedia regionalista.

Per cui, seppur richiamando la commedia italiana degli anni “50( dalla quale però non ne eredita la tendenza allo spaccato storico sociale, come ad esempio nei film di Mario Monicelli) si avvale di un’ottima giustapposizione tra equivoci e gag, dimostrando una apprezzabile modestia nel saper riconoscere i propri limiti.

Forse perché con il glorioso passato cinematografico italiano, una volta felicemente esportato anche all’estero, è meglio non misurarsi, Cotroneo ha scelto di dare un’immagine di sé piuttosto sincera, facendosi quindi apprezzare da voci autorevoli dell’ambiente della critica.