Scatenato Maurizio Crozza nella sua copertina di diMartedì, il programma politico di La7.

Tra gli obiettivi del comico c’è ovviamente la crisi amministrativa che sta attraversando la capitale, che serve da assist satirico per un curioso paragone tra assessori e Pokémon: “Il comune di Roma non riesci a governarlo neanche se metti insieme Obama, Putin e tutta l’Onu. Che meraviglia sono i grillini, a Roma stanno facendo un capolavoro: assessori che vanno, assessori che vengono, dirigenti che si dimettono, avvocati che cercano assessori che devono cercarsi un avvocato. Mentre in tutto il mondo si cercano i Pokemon, a Roma i grillini cercano l’assessore al bilancio”.

Crozza non molla ma incalza sull’argomento nomine: “Son passati da ‘onestà onestà’ a ‘ndo sta? ndo sta? De Dominicis sembrava l’uomo più integerrimo del mondo, e il giorno dopo la nomina era peggio di Al Baghdadi.”

Nello studio gestito dal conduttore Giovanni Floris anche Massimo Giannini, l’ex timoniere di Ballarò, ma c’è spazio anche per ironizzare sull’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, ospite che ha imitato facendo scoppiare a ridere lo stesso diretto interessato inventandosi una delle sue famose metafore.

Crozza poi ritorna su Virginia Raggi, a suo parere assediata dagli organi di controllo del Movimento 5 Stelle: “La Raggi, è solo il sindaco, non è colpa sua, mica decide lei. C’è prima il Mini Direttorio, che dipende dal Super Direttorio, il quale deve confrontarsi con il Maxi Mega Direttorio, che comunque deve chiedere il permesso al capo della Comunicazione del M5S. Che è Rocco Casalino del Grande Fratello 1. In pochi mesi passare da Casaleggio a Casalino è come addormentarsi la sera con Scarlett Johansson e risvegliarsi la mattina con Giancarlo Magalli”.

Merito forse anche delle staffilate del comico, diMartedì vince la sfida a distanza con Gianluca Semprini di Politics, con un distacco di due punti e mezzo di share (1 milione e 48mila spettatori di La7 per uno share del 6,95% contro i 835mila di Rai3, ovvero il 3,5%).