Fascino da buttare,addominali sempre in vista e sorriso ammiccante, Matthew McConaughey dopo 20 anni di carriera arriva ad una svolta, quella che lo porta direttamente all’Oscar.

Certo, il percorso non è stato dei più facili: dopo aver raggiunto la notorietà con svariati ruoli nelle più disparate commedie, l’attore da 5 anni a questa parte aveva bussato tutte le porte per trasformare in un film la sceneggiatura di Dallas buyers club, come aveva spiegato nella tappa romana del suo tour promozionale. “Questa sceneggiatura ha girato per 20 anni ed è stata rifiutata per 137 volte, quindi era una grande sfida per me. L’altra sfida come attore era mostrare vari aspetti della rabbia del protagonista, che deve scontrarsi con la Food and Drugs Administration e contemporaneamente con la morte“.

La caparbietà lo ha premiato e la storia che porta in scena il dramma della diffusione del virus dell’HIV negli anni ’80 ha riportato alla luce ad una vicenda che rischiava di finire nel dimenticatoio: “Nel 1986 nessuno sapeva come combatterlo, c’era solo un farmaco che ammazzava il virus ma anche le altre cellule. Woodroof sollevò il problema e la Food and Drugs Administration dovette prenderlo in considerazione. Allora l’Aids era un tabù e i malati erano considerati come dei lebbrosi“.

Il film, che ha fatto vincere anche Jared Leto come miglior attore non protagonista, per McConaughey è diventato una vera e propria missione: “Dopo le prime due scene in cui vedi Woodroof vieni catturato solo dalla storia, ti dimentichi di McConaughey scheletrico. Io ora sto girando il mondo per raccontarla. Quello che mi interessa è condividere questo racconto: potrei farlo per altri 10 anni“.

(Foto by InfoPhoto)