Il film “Maternity Blues” di Fabrizio Cattani uscirà nelle sale italiane il 27 aprile. La pellicola è stata prodotta con un budget piuttosto basso nel 2011 ma, solo quest’anno, è stato trovato un distributore.

Molto probabilmente le difficoltà sono da ascriversi al tema, che in Italia è ancora un tabù: l’infanticidio visto dagli occhi di chi ha commesso il fatto.

L’idea del film nasce dal libro di Grazia Verasani “From Medea” che, negli anni scorsi, è diventato anche uno spettacolo teatrale rappresentato in Germania e in Francia.

Il problema fulcro della pellicola è la depressione post parto, una malattia che colpisce molte donne ma che, troppo spesso, non viene curata perché le donne sono ancora impaurite dalla confessione del loro disagio. Ed è qui che il regista vuole concentrare la forza della sua pellicola, in un messaggio di aiuto e di vicinanza:

Nel film non giustifico né condanno queste donne, ma vorrei che il pubblico capisse che la maternità può essere una cosa molto difficile. Molte donne vivono in silenzio le loro difficoltà: vorrei che un film come questo le aiutasse a chiedere aiuto a familiari o medici, senza vergognarsi.

Dello stesso avviso anche Grazia Verasani, autrice del libro e cosceneggiatrice del film che si scaglia, soprattutto, contro i facili giudizi che passano da alcune trasmissioni televisive e che sono corresponsabili del fatto che le donne in queste condizioni, abbiano difficoltà a parlarne.