Massimo Giletti in un’intervista radiofonica si toglie i sassolino dalla scarpa contro il dg della Rai Orfeo e il collega Fabio Fazio: le dichiarazioni dell’ex conduttore dell’Arena sono state pesanti ma sincere. L’intervista è stata realizzata da Radio Capital dove Giletti si è intrattenuto per quasi 20 minuti ai microfoni di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto.

Gilietti parla del suo abbandono alla Rai e delle responsabilità, che a suo modo di vedere, dovrà assumersi il direttore generale Mario Orfeo: “Non è la Rai, io per la Rai provo solo amore, qui è un direttore generale che ha fatto una scelta e non credo che il direttore di Rai1, che i vertici di Rai1 fossero d’accordo. Qui c’è un direttore generale che ha fatto una scelta che ha definito editoriale: andrebbe chiesto a lui perché, ma non per sentirsi dire banalità come ‘non amo l’informazione-spettacolo’: avrebbe dovuto dire la verità vera. Qual è la verità? Lo deve dire lui. Io sono uno che si è preso tante querele ma non voglio dire io la verità, ognuno deve rispondere a se stesso. Ma la verità è che tiri via quattro milioni di spettatori. La Rai si è data da sola un colpo basso. Io aspetterò quello che succede da domenica, e poi qualcuno dovrà rispondere di queste cose, perché la Rai è un bene pubblico e si paga il canone. Tra le 14 e le 16 dovranno fare più del 21% ”

Massimo Giletti è pronto a tornare in tv e per farlo ha scelto La7, la rete che più di tutte si occupa di approfondimento e informazione in Italia, proprio perché a lui non interessa fare il varietà e sogna Renzi come ospite della prima puntata che andrà in onda a Ottobre.

Molti politici hanno frequentato lo studio dell’Arena di Rai Uno in questi anni ma nessuno ha chiamato Giletti per offrire un sostegno: “Stavo sulle scatole a molti e a volte ci si unisce per far fuori qualcuno. Io populista? Quando la politica accusa qualcuno di populismo vuol dire che non ha voglia di cambiare, si abusa di questa parola. Se qualcuno dei politici mi ha chiamato? No, io lo chiamo il silenzio degli innocenti. Meglio così. Quando ti chiamano i politici c’è qualcosa che non va. Mi ha fatto piacere vedere Gasparri, Meloni, Salvini battersi, ma è stata solo una parte. E poi il silenzio dei grillini è incredibile. Il parlamento è padrone del sistema radio-televisivo, e dunque che la mano dei partiti sia ancora così forte è inevitabile.”

Massimo Giletti ritiene che il trattamento riservato a Fabio Fazio, indispensabile in Rai per il presidente Monica Maggioni, sia un unicum che ha creato un precedente particolare: “Due pesi e due misure fra me e Fabio Fazio? C’è un direttore generale che sceglie la linea editoriale, è sua responsabilità. Poi nella vita bisogna sempre confrontarsi con i dati: uno può piacere o meno, ma sono i numeri che fanno la differenza. Se aspetto di vedere lo share di Fazio? No, di tutti i programmi, per vedere cosa succederà nell’annata. Lo share non è l’unico elemento per una tv pubblica. Ci sono alcune curiosità, ad esempio i quattro anni di contratto a Fazio. Storicamente nessuno di noi conduttori ha mai avuto quattro anni di contratto, ci sono delle diversificazioni. Come mai un conduttore può produrre il programma… sono questioni molto particolari, al di là della bravura indiscutibile di Fazio, per cui parla la sua storia. Sono anomalie decise da un direttore generale che si assume le sue responsabilità. Poi qualcuno si dovrà chiedere perché a qualcuno sì e a qualcun altro no.”

Riguardo al tema, tanto discusso all’inizio dell’estate, del tetto agli stipendi degli artisti Rai dichiara: “Io sono sempre stato contrario ai tetti, anche dei vertici apicali. Il rischio è non andare a scegliere i migliori. Con 240mila euro lordi si rischia di non prendere il miglior direttore generale sul mercato. Stessa cosa per i conduttori. Ci vorrebbe un tetto ma non di 240mila euro, si rischia di avere dei conduttori non di grandissimo livello. La Rai è fatta di volti che hanno un costo, poi la quantità è difficile da spiegare, per questo sono contrario ai tetti”.

La carriera televisiva di Massimo Giletti continua su La7 dove sarà molto difficile raggiungere i milioni di telespettatori a cui era abituato in Rai.