Clamorosa confessione di Massimo Ceccherini. In una nuova intervista concessa a Il Fatto Quotidiano, l’attore comico ha dichiarato che da bambino, insieme agli amici e colleghi storici Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello e Carlo Conti, ha compiuto degli atti di bullismo nei confronti del futuro presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Negli anni ’80, a Firenze, i quattro amici adolescenti “tormentavano” il piccolo Matteo Renzi, che all’epoca aveva appena cinque anni. Ad ammetterlo è uno dei “bulli”, Massimo Ceccherini, che a Il Fatto Quotidiano ha dichiarato che Renzi: “ha subito uno dei primi casi di bullismo: dai gavettoni a crescere, io ero specializzato nel grattargli la testa con le nocche”.

Ceccherini al proposito ha inoltre aggiunto che quando il futuro leader del Partito Democratico: “passava dalle nostre parti, poteva accadere qualunque cosa. […] Urla di dolore. Una volta è andata anche peggio: gli abbiamo tirato giù i pantaloni e lo abbiamo frustato sul culo con l’ortica. [...] Però devo ammettere una cosa: non se la prendeva, e noi a insistere”.

Nel resto dell’intervista, Massimo Ceccherini ha raccontato anche della sua recente esperienza nel cinema d’autore ne Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone: “Mi ha chiamato e gli ho chiesto: cosa devo fare? ‘Nulla, basta che stai zitto’. Perfetto, ci sto. A volte penso che mi prendono solo perché gli faccio pena. Ma lo sa che quest’estate ho girato con Laura Chiatti?”.

A proposito di Laura Chiatti, con lui nel cast di Il professor Cenerentolo, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni in uscita il prossimo 10 dicembre, Massimo Ceccherini ha dichiarato: “È bona, e pure simpatica. Con Leonardo l’abbiamo soprannominata la “merendona”: è l’attrice più uomo che abbia mai conosciuto, uno spettacolo, ma è sposata con un figo (si riferisce a Marco Bocci nda): una volta è arrivato sul set, ci siamo scattati una foto insieme, e poi l’ho mandata a tutte le mie amiche maiale”.

Riguardo al futuro, Ceccherini esprime un desiderio: “Un film con Sorrentino, il mio sogno: se mi chiama sono disposto a qualunque cosa, anche a dirgli che Pieraccioni è uno stronzo”.