Massimiliano Rosolino, fresco vincitore di Pechino Express, si confessa in un’intervista esclusiva a Leonardo.it sul suo presente, passato e anche sul futuro prossimo. Da ormai navigato uomo di televisione, la dialettica è ormai fluida e chiara: “E’ stata proprio una bella esperienza – esordisce Rosolino – un’avventura legata al mondo dell’acqua; mi sono tuffato come faccio sempre, poi ognuno la vittoria la vive come meglio crede. Io l’ho vissuta intensamente, anche perché era un qualcosa di estremamente nuovo. Nella mia vita non ho mai fatto il boy scout e nemmeno i tre giorni della visita militare… stare lì per quasi 40 giorni e fare lo zingaro è stato curioso. E rivederci in tv è stato veramente intenso. Una delle esperienze più intense che ho fatto”.

Prima al fianco della velista Alessandra Sensini, poi del judoka Marco Maddaloni, per Rosolino è arrivata la vittoria al termine di un percorso dove ha potuto conoscere molte persone: “Sia caro, è un gioco, le regole sono quelle della tv, non possiamo essere eterni amici – prosegue Rosolino, intervistato a margine della nuova e coloratissima collezione di Arena S/S 2014 – a me nessuno stava decisamente antipatico. O meglio, all’inizio i “figli di” un po’ lo erano, però alla fine si sono rivelati molto simpatici. Perché avevo capito che erano proprio così: se uno è così te lo devi fare andare per quello che è”. La finale Rosolino se l’è gustata con al fianco la moglie, Natalia Titova: “Eravamo assieme alla produzione e a tutti i concorrenti. Rivedere le immagini è stato davvero emozionante”.

Massimiliano Rosolino, una persona al quale i reality hanno cambiato la vita: “Ovvio, per fortuna tutto viene però ricollegato allo sport – conclude il diretto interessato – il 70% delle persone mi ha conosciuto grazie alla tv, non di certo per le Olimpiadi. Se mi sento sminuito per questo? No, ma la verità è che se sono ancora qua dopo tanti anni vuol dire che ho alimentato interesse e che qualcosa di buono l’ho fatto. Cosa farò da grande? Non lo so, ora vado a Napoli quotidianamente, posso dire che questo è stato il primo anno dove ho lavoro veramente. Ce ne sono di cose da voler fare, vedremo cosa riserverà il futuro”.