Il rock italiano è vivo ed è in ottima forma: lo dimostra Lunga attesa, il decimo album dei Marlene Kuntz (in uscita il 29 gennaio, per Sony Music), anticipato dal singolo Fecondità. Un bel ritorno alle origini per la band piemontese (composta da Cristiano Godano – voce e chitarra; Riccardo Tesio – chitarra; Luca Bergia – batteria e cori), che ci regala pezzo in cui le chitarre emergono vibranti più che mai.

“Mentre preparavamo il tour per celebrare il ventennale di ‘Catartica’ ci siamo ritrovati in sala prove a fare dei pezzi decisamente aggressivi, scritti quando eravamo più giovani. All’inizio eravamo un po’ impauriti, dato che sono passati diversi anni, ma poi la cosa si è rivelata eccitante e ci siamo accorti che a fine giornata non eravamo stanchi, anzi non vedevamo l’ora di riprendere la mattina dopo. Così, presi da questa spinta creativa, abbiamo realizzato questo album lasciando da parte quelle tastiere che erano presenti nei nostri ultimi lavori” – ci racconta Cristiano Godano, durante la presentazione milanese dell’album – “Le musiche sono arrivate come sempre prima, mentre i testi in un secondo momento. Essendo quindi pezzi molto rock ho cercato di assecondare questo impeto anche con le parole”.

A proposito di parole, ricordiamo che, con l’occasione dell’uscita dell’album, i Marlene Kuntz hanno invitato i loro fan (ma non solo) a musicare il testo della title track dell’album creandone una versione del tutto personale. Pare che ne siano arrivate circa 170, ma solo i tre autori migliori potranno aprire il concerto della prima data del tour italiano della band, previsto per l’11 marzo al Fabrique di Milano (a febbraio, infatti, il gruppo sarà impegnato in una serie di concerti in giro per l’Europa).

Però non è finita qui: il 17 febbraio arriverà al cinema (in circa 40 sale del circuito The Space) Marlene Kuntz. Complimenti per la festa, film-documentario diretto da Sebastiano Luca Insinga (e prodotto da Jump Cut, in associazione con Duel e distribuito da Feltrinelli Real Cinema), che celebra la band proprio in occasione del già citato ventennale del debut album Catartica.

“Avevamo già avuto occasione di conoscere questi ragazzi in precedenza em quando hanno deciso di realizzare questo film, abbiamo fatto da tramite per lanciare il crowfounding, ma per il resto abbiamo lasciato loro carta bianca e devo dire che siamo veramente soddisfatti del risultato” - ci dice sempre Godano“Si tratta di una semplice narrazione, che non ha la pretesa artistica di celebrare qualcosa. Ci sono infatti punti di vista diversi dai nostri, con interviste ad addetti ai lavori. Non manca del materiale di repertorio, con una introduzione che passa in rassegna ciò che accadeva nel 1994”.

E quando si chiede ai Marlene se, vent’anni fa (o poco più), si sarebbero immaginati di ritrovarsi un giorno a festeggiare una ricorrenza come questa, rispondono: “Agli esordi vedevamo già un album come un traguardo, anche perché all’epoca non c’erano gli stessi mezzi di oggi e per far sentire la tua musica dovevi per forza passare per un’etichetta. Poi abbiamo continuano non sapendo dove saremmo andati e se, da grandi, avremmo fatto i musicisti nella vita. Ora possiamo dire che ci siamo riusciti”.