Marina Rei è tornata ed è intenzionata a lasciare (ancora una volta) il segno con il suo nuovo singolo Portami a ballare (che arriva a due anni di distanza dall’ultimo album Pareidolia). Un brano fresco e al tempo stesso di forte impatto emozionale, che racconta una storia vera di una persona a lei vicina, lanciando però un messaggio universale.
Noi ne abbiamo parlato direttamente con l’artista in una bella intervista.

Mi racconti com’è nata Portami a ballare?
L’ho scritta dopo aver visto il percorso fatto da un un mio amico di nome Federico che, nonostante una serie negativa di diagnosi mediche, è riuscito a trovare nella danza un modo per esprimersi e sentirsi meglio. Da lì ho pensato anche a tutte le persone che, come me trovano nella musica o in altro, un modo per essere sé stessi e affrontare le proprie paure.

Un discorso che viene rappresentato anche nel video che accompagna la canzone…
Per la regia mi sono affidata a Giacomo Triglia che, per rappresentare al meglio l’idea del frammento del proprio universo che ognuno cerca di illuminare per sentirsi più libero, ha voluto citare una scena del film Le armonie di Werckmeister di Béla Tarr, in cui il protagonista spiega il sistema solare ai frequentatori di una locanda in un modo piuttosto originale.

Per quanto riguarda il sound Portami a ballare è ricco, ancora una volta, di contaminazioni. Possiamo dire che nel tuo caso c’è sempre un cambio di forma, ma la sostanza rimane la medesima?
Si, perché alla fine il mio stile di scrittura rimane sempre lo stesso ed è facilmente identificabile, poi però mi piace sperimentare su vari territori sonori in base anche a quello che mi ispira al momento, a quello che sento”.

Tu come ascolti musica? Vai ai concerti, compri ancora i cd fisici o ti sei lasciata conquistare dallo streaming?
Sono un po’ della vecchia scuola, nel senso che mi piace ascoltare tanta musica dal vivo e comprare i cd: certo, è vero che ormai gli album li trovi anche su iTunes, però non c’è il libretto con tutti i testi che è bello leggere. Io ho un figlio di 14 anni e ho fatto di tutto per portarlo dalla mia parte, ma alla fine mi sono dovuta arrendere e quindi ora abbiamo un abbonamento a Spotify per tutta la famiglia!

Pensi che internet possa essere un buon mezzo per i giovani artisti e non solo per far sentire la loro musica (soprattutto in un momento in cui gli spazi in radio e tv latitano)?
Sicuramente è una buona base di partenza, in particolare per le nuove generazioni, poi naturalmente bisogna sapere gestire la cosa e non limitarsi alla rete.

Faresti il giudice in un talent?
Fino a questo momento non mi è mai stato chiesto, ma non so se accetterei o meno. Non lo dico perché non vi voglio rispondere, ma solo perché non ne ho idea: dipende dalle condizioni e dalla libertà che potrei avere.

Come sarà la tua estate? Ci dobbiamo aspettare presto un album?
Durante l’estate continuerò a promuovere Portami a ballare. Non è prevista l’uscita imminente di un album, però ho scritto diverse canzoni nuove e quando sarà il momento giusto ve le farò sentire.