Non capita così spesso che una mostra monografica prolunghi la sua apertura addirittura raddoppiando. È questo il caso di Imperdibile Marilyn, un micromondo hollywoodiano di memorabilia dedicato completamente a Marilyn Monroe. Dal 17 maggio al 30 luglio sono state 25.000 le presenze a Roma, presso il Palazzo degli Esami – storico edificio nel cuore del rione Trastevere celebre nel novecento perché accoglieva concorsi pubblici e recentemente spazio culturale e spesso location di grandi mostre ed eventi. Adesso con la riapertura del 4 settembre la mostra continuerà fino al 5 novembre. I pezzi esposti sono diventati oltre 400, la più grande esposizione di sempre sulla vita della star americana. Abiti e oggetti di scena dai suoi film con relative foto dal set, valigie, profumi, scarpe, elementi d’arredo dalle sue case. Documenti, contratti con le major e persino lettere private e bigodini sono alcuni dei generi di oggetti che provengono da collezionisti di tutto il mondo. Li hanno messi insieme l’ideatore e curatore della mostra Fabio Di Gioia e il collezionista tedesco Ted Stampfer.

Attraverso la mostra non c’è soltanto l’icona, ma una donna spesso manager si sé stessa. “Ospitare la vita reale di Marilyn significa anche ripercorrere la storia e gli anni d’oro della cinematografia internazionale la cui anima era indiscutibilmente Hollywood. Una rilettura storica ancor più veritiera in quanto vista per il tramite di una delle figure più controverse e amate tra tutte le star”. Ha spiegato Di Gioia. “Sapere che Marilyn, la sua verità e il suo mito, sono a portata di mano in uno splendido palazzo nel cuore di Roma, costituisce un’imperdibile occasione di emozione e conoscenza. La mostra propone una rilettura finalmente capovolta del personaggio Marilyn, nella quale la vita privata finisce per colpirci più del mito. I documenti e gli oggetti arrivati a noi dal quotidiano dell’attrice, raccontano quanto la Marilyn privata fosse persona intensa, guidata da notevole istinto e pragmatismo, e capace di decidere in autonomia per la sua carriera”.

“La Monroe racchiude in sé bellezza, fragilità, un carattere a tratti forte, certamente indipendente e spesso anticonformista. Caratteristiche queste, piuttosto esplosive, considerati usi e costumi degli anni Cinquanta e Sessanta”. Ha continuato Di Gioia. E a prova di questo i suoi matrimoni con Arthur Miller e Joe Di Maggio, dopo il primo, ancora da sconosciuta Norma Jeane Mortenson, con il marinaio James Dougherty. “Un confronto continuo con un mondo che decideva coi pantaloni… e che lei però, sapeva portare meglio di chiunque altro… Per come ci appare oggi, Marilyn è stata oltre la stella, una grande pioniera dell’emancipazione femminile. Un mito che sopravvive e che convive con la conquistata libertà delle donne di oggi”.

Stella intramontabile, favolosa attrice brillante e modello femminile, è stata tra le prime vere icone pop ad aver attraversato indefessamente il tempo, le generazioni di fan e tutti i mass media insieme a Elvis Presley e Micheal Jackson. Nella mostra di Roma, di Marilyn si può trovare anche il mitico abito bianco indossato in Quando la moglie è in vacanza, confezionato dal celebre costumista dell’epoca William Travilla. In una tale immersione nel cinema dei tempi d’oro non potevano mancare documenti video, tagli di pellicola e filmati originali di ricordi personali passati sugli schermi o dai proiettori di Palazzo degli Esami. Come neanche i grandi marchi che hanno coccolato la vita dell’attrice. Ad esempio Dior, Tiffany, ChanelCartier, Lazlo, Pucci e Dom Pérignon.