Maria Teresa Ruta sceglie il settimanale “Spy”, in edicola da venerdì 30 novembre, per raccontare il suo dramma. Perché è stata cacciata dalla Rai? Cosa è successo? Queste le sue parole:

Nel 2004 un dirigente Rai mi ha convocata nel suo ufficio per discutere del rinnovo del contratto, ma è successa una cosa spiacevole e decisamente grave. Questa persona, che conoscevo da una vita, si è approcciata a me in una maniera assolutamente poco professionale. Non si è trattato solo di parole, ma anche di un approccio fisico pesante. Tutti sapevano della mia serietà e infatti mai mi era successa una cosa del genere. Figuriamoci in un ufficio aziendale. ‘Ma cosa fai?’, gli ho chiesto. Tutti dicono che non l’hai mai data a nessuno, volevo la conferma’, la sua risposta. Al che ho sbattuto la porta e me ne sono andata. Risultato? Il contratto non è stato rinnovato e non sono più stata ricontattata.

Così è rimasta senza lavoro:

Sono rimasta al palo a 44 anni: non ero più una ragazzina e quell’episodio mi ha ‘incupita’. Perdere il lavoro alla soglia dei cinquant’anni è un fatto difficile da accettare. Così non mi sono più riproposta. Ho detto basta: per anni ho deciso di non frequentare più i corridoi o gli ambienti televisivi. Quel dirigente non l’ho denunciato perché ho pensato alla sua famiglia e ai suoi figli. Piuttosto che far soffrire loro, ho preferito soffrire io.

Adesso la vittoria a “Pechino Express” (Rai 2) con Patrizia Rossetti. Una coppia che ha fatto divertire milioni di italiani e che, alla fine, si è portata la vittoria a casa:

Pechino Express è stato liberatorio e mi ha ripagata di tutto: con la Rai ho pareggiato. Non sono arrivate altre proposte televisive, ma sono certa che una nuova occasione sia lì, dietro l’angolo, devo solo avere la pazienza di aspettare.