Ha fatto le cose in grande Vanity Fair Italia per il suo decimo compleanno. A cominciare dal cortometraggio con protagonista Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre, che verrà proiettato, in anteprima, al prossimo Festival del Cinema di Venezia, fino al restyling di sito e rivista, apparsa, per la prima volta in edicola, il 2 ottobre 2003, passando per i 10 contratti a progetto in palio per altrettanti giovani di talento, in aziende “connesse al mondo dell’entertainment”; la partecipazione al torneo letterario IoScrittore, riservato agli under 30, organizzato dal Gruppo Mauri Spagnol, con un premio dedicato; le limited edition, in alcuni casi pezzi unici prodotti da Carpisa, Pepsi, Rizoma Bike, Technogym e Citroën, con il temporary brand Vanity Fair 10, che verranno battuti all’asta in favore di Children Priority, fondazione di Condé Nast, per dare un’opportunità a giovani artisti di talento disagiati.

Il contest per i giovani talenti parte il 2 aprile: su un canale web dedicato, interno al portale di Vanity Fair, i candidati potranno postare progetti e curricola, fino al 31 luglio. Ambasciatore del talento, Marco Mengoni, nuovo virgulto della musica leggera italiana. Nato dalla fucina di talenti di XFactor, ha scalato le classifiche fino a vincere, a soli 24 anni, l’ultimo Festival di Sanremo. “Lo avevamo deciso prima che vincesse Sanremo, in tempi non sospetti”, sottolinea Luca Dini, direttore della testata, “perché è un giovane di talento, ha solo 24 anni e perché si circonda di giovani come lui, presi da accademie o istituti e investe su di loro”.

“Mentre presentavo il mio disco”, interviene Mengoni, “c’erano dei ragazzi dell’Accademia di Brera che disegnavano le loro opere. Le metteremo all’asta per delle borse di studio per loro. A me è stata data una possibilità, ma te la devi giocare. Credo che per i giovani ci sia, ancora, speranza in questo Paese. Il bicchiere è, ancora, mezzo pieno”.

Ciliegina sulla torta le grandi manovre che da qui a 2 mesi, circa, consegneranno ai suoi 1,5 milioni di lettori in tutta Italia un giornale diverso, “più vivace, più ritmato, con più curiosità, che si ricolleghi alla grande casa madre americana”, spiega Luca Dini. Una grafica con “maggiore energia, brillantezza e modernità. Vogliamo essere imprevedibili perché, ogni tanto, bisogna spiazzare”. Ci sarà una maggiore interazione tra cartaceo e sito web ma “la vera sfida è lavorare sui socialnetwork, bisogna andare a prendere le persone dove sono”. Sicuramente Facebook ma, anche, Twitter “più affine, come linguaggio, a Vanity”. L’attenzione è puntata sugli smartphone, che hanno registrato un incremento di traffico del 20%, con “delle app apposite” in grado di “spacchettare i contenuti del giornale” creando “piccoli pacchetti, delle mini app, fruibili in tempi brevi”.

Infine, la grande protagonista della giornata, insieme a Marco Mengoni, è stata la nuova C1 VanityFair 10, citycar in limited edition, sul mercato da fine aprile, seguita da una campagna pubblicitaria incentrata sul web, in particolare i socialnetwork, la radio e la stampa locale. A fronte di una contrazione degli investimenti pubblicitari del 30%, alla Citroën, uno dei marchi leader nell’utilizzo dei social network, hanno stravolto la strategia mediatica, puntando sul web, in costante crescita, anche perché meno oneroso, stringendo un’ottima collaborazione con Google e Facebook.

Giovani, talento e social media sembrano essere le parole chiave per il prossimo decennio.